Innovazione

Wimbledon e il supercomputer che controlla i tennisti

Un sofisticato sistema informatico raccoglie e analizza, colpo per colpo, il torneo di tennis più famoso del mondo. Ecco come funziona e a che cosa serve.

Wimbledon non è solo tennis, tradizione e british style ma anche… tecnologia. Il cuore pulsante del torneo che si sta disputando in questi giorni sull’erba del All England Lawn Tennis and Croquet Club, è infatti un complesso sistema informatico che fornisce in tempo reale le statistiche relative ad ogni incontro: ovviamente i punti ma anche la velocità dei servizio, gli ace, i break, gli out, falli, doppi falli e ogni altra informazione utilizzata in diretta dai commentatori degli incontri di tutte le televisioni del mondo, dai siti sportivi, dalle app.


Ogni anno le due settimane di incontri generano circa 3,5 milioni di nuovi dati che vengono convogliati in un grande database, vengono processati da Watson, il supercomputer di IBM, e resi disponibili al click di un mouse ai professionisti dell’informazione sportiva e ai semplici appassionati.

La sala di comando. © Sebastian Anthony/ArsTechnica

Bunker Hi-TECH. Centro nevralgico di questa operazione ai confini tra sport e fantascienza sono due stanze che si trovano sotto i campi da tennis più celebri del mondo. Qui un team di ingegneri di IBM allestisce ogni anno una sala operativa per la raccolta e l’elaborazione di tutte queste informazioni.

Il sistema viene alimentato manualmente da 46 osservatori armati di computer portatile distribuiti sui campi dove si disputano gli incontri del torneo. Sono organizzati in squadre di due persone: la prima osserva l’incontro e prende nota dei dati rilevanti, la seconda li digita sulla tastiera. Nei match più importanti sono assistiti da un terzo operatore che si occupa della gestione dei dati speciali, per esempio la velocità dei servizi.

La postazione di uno degli osservatori. © Sebastian Anthony/ArsTechnica

Niente errori, siamo inglesi. E visto che i dati da registrare sono veramente tanti e l’errore umano è sempre in agguato, nel bunker sotterraneo ci sono altri due osservatori che seguono gli incontri in diretta TV pronti a correggere eventuali imprecisioni registrate dai colleghi sul campo.

I dati vengono processati sul posto e resi immediatamente disponibili nei formati più comuni, pronti per essere immessi sulla rete dove alimentano app e widget dei siti di informazione.

Ad oggi l’intero sistema contiene tutti i dati disponibili di ogni incontro giocato nella storia centenaria del torneo. In futuro questa enorme mole di informazioni potrebbe essere resa accessibile ai commentatori TV che durante le cronache potrebbero interrogare direttamente Watson per avere numeri relativi al gioco e ogni possibile informazione di contorno.

IBMPhoto24 / Flickr
I dati di ogni match vengono elaborati, arricchiti da grafica e resi disponibili in tempo reale anche su wimbledon.com. il sito ufficiale del torneo

CHEESE... In queste stesse sale viene prodotto ed elaborato anche l’archivio fotografico del torneo: su ogni campo è presente almeno un fotografo che invia in tempo reale via Wi Fi i propri scatti alla centrale operativa. Qui le foto più belle vengono selezionate e aggiustate con Photoshop da due photoeditor e immediatamente pubblicate sulla Rete. Durante gli incontri più importanti viene pubblicata in media una foto nuova ogni 2 o 3 secondi.

Occhio di falco. Sul campo centrale è inoltre presente Hawk-Eye, un sofisticato sistema di telecamere utilizzato anche nel calcio e nel football per acquisire informazioni su traiettoria e velocità della palla e dei giocatori.

Grazie a tutti questi dati Watson può dare prova delle sue capacità nel campo dell'analisi predittiva e prima di ogni incontro identificare gli schemi di successo di ciascun giocatore, i suoi punti deboli e i suoi punti di forza. Per esempo chi dei due è più forte sul servizio o sui punti a rete, chi è più propenso a sbagliare il rovescio o i colpi da fondo campo.

E sei i due atleti non si sono mai incontrati a Wimbledon? Nessun problema, Watson cercherà tra gli altri giocatori quelli con le caratteristiche di gioco più simili e utilizzerà quei dati per le sue simulazioni.

Il colpo è mio...Ciò che potrebbe rendere ancora più precise le analisi di Watson sarebbero i dati provenienti dai sensori ormai presenti nelle racchette di tutti i giocatori professionisti e che registrano i parametri relativi al movimento, alla forza, alla rotazione di ogni singolo colpo.

Si tratta però di informazioni che i campioni custodiscono gelosamente e che mai vorrebbero veder cadere nelle mani degli avversari.

3 luglio 2015 Rebecca Mantovani
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