Innovazione

Manto stradale stampato in 3D da un robot manutentore

È un piccolo veicolo robot che usa la stampa 3D per depositare materiale sotto di sé in vari strati, per riparare diversi tipi di superfici.

Robert Flitsch, della Harvard John A. Paulson School of Engineering and Applied Sciences, ha avuto un'idea che potrebbe risolvere il problema delle buche sulle strade. Si tratta di Addibot (additive manufactoring robot), un piccolo veicolo robotizzato in grado di stampare in 3D strati su strati di materiale ruvido e depositandolo sulla buca.


L'idea e l'hockey. Il 22enne americano è partito da una riflessione sui limiti delle stampanti 3D domestiche in circolazione, ovvero il fatto che possano stampare in modo statico e negli spazi limitati del loro box, producendo dunque oggetti di dimensioni contenute. Ed è arrivato alla conclusione che «se la rendi mobile puoi stampare oggetti di ogni taglia».

Detto fatto, Flitsch ha costruito il suo piccolo robot lo ha dotato di 4 ruote e della possibilità di inclinarsi, e sotto lo chassis ha inserito una serie di ugelli in grado di depositare materiale stampato livello dopo livello per riparare superfici di vario genere.



Il primo esperimento per testare velocità e precisione è stato su un campo ghiacciato da hockey (come si vede nel video in inglese qui sopra), dove l'Addibot ha riempito le crepe provocate dai pattini dei giocatori inserendo il ghiaccio, stampato grazie a una pompa e a uno scambiatore di calore inserti nel robot.


Le potenzialità. Il prototipo sembra funzionare e ha il vantaggio di poter essere controllato a distanza o di potersi muovere in modo autonomo controllato da un Gps. Il passo successivo è la ricerca fondi per produrre una versione più grande, utilizzando lo stesso principio, da usare per la manutenzione stradale.

Il materiale e i processi chimici richiesti per la creazione dell'asfalto tappabuche possono essere contenuti nel robot e mantenuti a una temperatura elevata costante. Ci sono ancora questioni tecniche da risolvere, prima tra tutte quella di tenere la polvere lontano dal materiale da stampare. Flitsch conta di avere il primo Addibot stradale funzionante nell'arco di un anno, per farne uno strumento al servizio delle pubbliche amministrazioni e della cantieristica, alla stregua del braccio robotico che costruisce i ponti.

17 gennaio 2016 Martino De Mori
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