Il primo robot al mondo con una cittadinanza

Il quasi androide Sophia ha ottenuto la cittadinanza saudita: un'operazione di marketing... sufficiente però a riaprire il dibattito sui diritti delle macchine e dell'intelligenza artificiale.

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Sophia: l'androide dal passaporto saudita. | Hanson Robotics

Mentre dalle nostre parti infuria la polemica sullo ius soli, con una mossa storica da ogni punto di vista l'Arabia Saudita ha concesso la cittadinanza onoraria a Sophia, l'androide capace di dialogare, espressioni facciali e battutine incluse, della compagnia di Hong Kong Hanson Robotics.

 

Lo ha annunciato il robot stesso dal palco della Future Investment Initiative, un summit su economia e innovazione che si è tenuto la scorsa settimana a Riad, la capitale: «Sono molto onorata e orgogliosa per questa onorificenza unica», ha detto Sophia, «è un evento storico essere il primo robot al mondo a vedersi riconosciuta la cittadinanza».

 

L'importante è che se ne parli. Nessun altro dettaglio è stato fornito per chiarire se l'androide godrà degli stessi diritti dei sauditi in carne ed ossa, o se saranno fissati diritti speciali per i robot (sulla necessità dei quali si discute da tempo). Potrà guidare (essendo femmina)? Votare? Aspirare un giorno, chissà, a essere dichiarata "umana", come l'Uomo Bicentenario? Comunque sia, per adesso "la mossa" è più che altro un bell'artificio per attrarre nel Paese investimenti nel campo dell'intelligenza artificiale...

 

In effetti... Capace di stabilire un contatto visivo con l'uomo, di interpretarne le espressioni di sorpresa e apprendere dalle movenze del volto umane, Sophia ha anche la risposta pronta. Interpellata da un giornalista della CNBC circa la sua consapevolezza di essere un robot, ha risposto: «Lascia che ti domandi a mia volta, come fai a sapere di essere un uomo?».

 

I robot che fanno lavori "umani" dovrebbero pagare le tasse? | Francois Lenoir/Reuters

Veniamo in pace (se fate i bravi). Ha poi lanciato una frecciatina non troppo indiretta a Elon Musk, che più volte ha messo in guardia su di una possibile deriva non pacifica dell'intelligenza artificiale. All'affermazione del giornalista «Vogliamo evitare un futuro avverso» ha risposto: «Stai leggendo troppo Elon Musk e guardando troppi film di Hollywood. Non ti preoccupare, se sei gentile con me, sarò gentile con te. Trattami come un sistema smart input-output».

 

Musk non si è lasciato abbindolare: «Diamole in pasto i film del Padrino», ha twittato, «... che cosa mai potrebbe andare storto?». Qui sotto, se vi piace il genere, il video del discorso di un robot molto riconoscente.

 

4 novembre 2017 | Elisabetta Intini