L'umanoide Atlas è pronto per Tokyo 2020

La punta di diamante della Boston Dynamics si è data alla ginnastica: salta, fa capriole e corre come un'atleta. E pensare che solo due anni fa non sapeva neppure mettere a posto una scatola!

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| Bitcoin / Shutterstock

Quando la Boston Dynamics sforna un nuovo video per i suoi robot vagamente umanoidi c'è sempre da rimanere a bocca aperta. Bisogna poi decidere se lasciarsi prendere dallo sconforto immaginando un futuro apocalittico alla Terminator, o esaltarsi pensando all'incredibile progresso tecnologico al quale siamo arrivati. Sta di fatto che vedere 80 kg di robot fare i salti mortali come un atleta provetto non lascia indifferenti. Specialmente se pensiamo che quello stesso "umanoide", fino a due anni fa, era incapace persino di mettere una scatola su uno scaffale (qui il video). Ma la tecnologia corre alla velocità della luce e Atlas ha impiegato davvero poco tempo per rimettersi in forma, diventando sempre più agile. Undici mesi fa l'abbiamo visto saltare su blocchi di diverse altezze, con rotazioni sul posto di 180° (ecco il video).

 

Oggi lo vediamo addirittura esibirsi in capriole, verticali e piroette di 360°:

 

Algoritmi e fluidità. Quando nel 2013 il mondo lo ha conosciuto, Atlas era alto circa 180 cm e pesava quasi 150 chili. Sei anni dopo il look pare radicalmente rifatto: 80 chili di peso per 150 cm d'altezza, ed è più agile che mai grazie ai suoi 28 giunti idraulici, che gli conferiscono un'ottima mobilità e la capacità di correre a 1,5 metri al secondo (non proprio un velocista, ma è pur sempre un robot). "Il sistema di controllo avanzato permette al robot di muoversi agilmente, mentre gli algoritmi gestiscono le dinamiche tra corpo e ambiente, pianificando i movimenti", si legge sul sito di Boston Dynamics.

 

Guardando l'esibizione di Atlas non si può fare a meno di apprezzare "la morbidezza" con cui si muove, così diversa dai movimenti robotici che ci aspetteremmo da un robot. Tutto questo è possibile grazie a una nuova tecnica messa a punto dall'azienda statunitense: prima di tutto un algoritmo trasforma ogni manovra complessa in movimenti replicabili dal robot; poi Atlas esegue i comandi, utilizzando un modello predittivo grazie al quale una manovra segue l'altra senza soluzione di continuità, rendendo così più fluidi i movimenti. Grazie a queste soluzioni l'azienda ha potuto sviluppare routine di moto "significativamente più veloci" e con un tasso di successo dell'80%.

 

5 ottobre 2019 | Chiara Guzzonato