Innovazione

Il memristor, la tecnologia che manderà in pensione il transistor

La rivoluzione è alle porte?

La storia è piena d'esempi di tecnologie geniali che però non sono riuscite ad affermarsi a causa d'insormontabili problemi intrinsechi. Prendete, ad esempio, il motore ad idrogeno: zero emissioni, assolutamente naturale ed ampiamente disponibile, ma purtroppo difficile - e costoso - da estrarre e distribuire. Per questi motivi, non sta trovando alcun riscontro commerciale, anche perché quando si parla di carburanti gli interessi in ballo sono davvero giganteschi.Nel lontano 1971, a Berkeley il professor Leon O. Chua, studiando i circuiti fondamentali, s'accorse che mancava ancora qualcosa alla teoria ed ipotizzò l'esistenza di un quarto componente, oltre a resistore, condensatore ed induttore: lo chiamò memristor, perché deve ricordare quanta corrente è passata nel dispositivo, eppure per anni nessuno è riuscito a realizzarlo. Due anni fa, invece, è arrivata la notizia: un team di ricercatori, finanziato da HP, ha prodotto il primo esemplare! Il suo potenziale è strepitoso: può memorizzare valori numerici intermedi oltre ai classici 1 e 0 dell'era digitale, consuma pochissima energia ed inoltre conserva i dati persino quando l'alimentazione viene interrotta, proprio come avviene nelle memorie flash. Purtroppo tutto questo non è mai uscito dai laboratori, fino ad ora; ma grazie alla collaborazione della multinazionale di Palo Alto con Hynix Semiconductor, azienda sudcoreana specializzata nella produzione di DRAM per computer, la rivoluzione potrebbe essere alle porte e quanto prima i memristor potrebbero arrivare sul mercato.I "vecchi" transistor avrebbero, così, i giorni contati e verrebbe alla luce una nuova generazione di memorie, chiamate ReRAM, dalla velocità centinaia di volte superiore alle attuali flash e dai consumi molto più contenuti. Le architetture informatiche dovranno essere riviste, perché le nuove arrivate consentiranno di gestire i flussi di dati in modo simile alle sinapsi del nostro cervello. Questo confronto con il sistema nervoso umano, però, suggerisce un'inquietante analogia, ovvero quelle tanto decantate reti neurali artificiali, che non sono mai riuscite a decollare e qui ritorniamo alla premessa che abbiamo fatto in apertura: chissà se il futuro ci riserverà davvero la rivoluzione dei memristor di HP, oppure se transistor e silicio continueranno a dettar legge per le imperscrutabili leggi che governano il mercato globale...

2 settembre 2010 Luca Busani
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