Entra in fabbrica il controllo emotivo

Pare ci sia una tecnologia, finanziata dal governo cinese, che accoppiata a un'intelligenza artificiale permette di tenere sotto controllo lo stato emotivo dei lavoratori.

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Sensori sotto l'elmetto per controllare lo stato emotivo dei dipendenti e regolare di conseguenza i cicli produttivi.|Pixabay

Lo scandalo Facebook / Cambridge Analytica potrebbe essere surclassato da un nuovo e più eclatante datagate, rivelato dal sito di informazione cinese South China Morning Post. Secondo quanto riportato online da Stephen Chen, il governo di Pechino avrebbe messo a punto una tecnologia che, tramite l'analisi delle onde cerebrali, permetterebbe il monitoraggio da remoto degli stati d'animo delle persone.

 

Il sistema consentirebbe cioè alle aziende di intercettare gli stati di stress, depressione o affaticamento dei propri dipendenti e modificare le condizioni di lavoro in modo da ottimizzare i flussi produzione.

Il Grande + Grande Fratello. La tecnologia, studiata e realizzata dal gigante dell'elettronica Hangzhou Zhongheng Electric grazie a ingenti investimenti pubblici, utilizzerebbe speciali sensori annegati nel tessuto di cappelli e cuffiette indossate dai lavoratori: i dati raccolti verrebbero trasmessi in modalità wireless a un sistema di intelligenza artificiale che, in base allo stato mentale delle persone, riorganizzerebbe in tempo reale la lunghezza e la frequenza delle pause.

 

Secondo quanto riportato dal giornale online, il monitoraggio emotivo sarebbe già in uso da parte di diverse aziende private ed enti governativi tra cui la polizia, l'esercito, il personale delle ferrovie.

 

Meno emozioni, più ricavi. Zhao Binjian, manager di un'impresa specializzata nella logistica, spiega a Stephen Chen come la sua azienda, grazie a questa tecnologia, sia riuscita a ridurre gli errori commessi dai dipendenti, aumentando l'efficienza complessiva.

 

La validità e i risulitati del sistema di monitoraggio emotivo sono confermati da Jin Jia, professore di scienze cognitive all'università di Ningbo (Zhejiang, Cina), secondo il quale "un lavoratore in balia delle proprie emozioni mette a rischio la produttività dell'azienda" e, in alcuni casi, anche la sicurezza propria e degli altri.

 

Ecco perché tra i principali utilizzatori di questo speciale sistema di controllo ci sarebbe anche la società che gestisce la linea ferroviaria ad alta velocità Pechino-Shangai, una delle più trafficate al mondo, dove un errore umano può essere catastrofico.

 

Secondo quanto riportato dal giornale, i lavoratori non hanno preso benissimo questa novità, ma in Cina non ci sono leggi che limitano il datore di lavoro nell'imporre strumenti di questo tipo.

 

Funziona o è propaganda? Gli scienziati del MIT sono scettici: un elettroencefalogramma così superficiale - affermano in un comunicato ad hoc - come quello che può essere effettuato indossando un cappellino, può raccogliere davvero poche informazioni. E comunque la correlazione tra questi segnali e gli stati emotivi delle persone è ancora poco chiara e in gran parte da dimostrare.

 

Per gli americani è insomma l'ennesima boutade del governo di Pechino per posizionare il Paese tra i più evoluti nello sviluppo dell'intelligenza artificiale e delle nuove tenologie. Se così fosse, sarebbe un sollievo: perché se il controllo emotivo funzionasse per davvero, metterebbe in mano ai "padroni" (per usare un vecchio e dimenticato appellativo) un potere enorme e fuori controllo.

06 Maggio 2018 | Rebecca Mantovani