Il catalogo IKEA è un falso d'autore in 3D

Le immagini del catalogo realizzate al computer.

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Altra grande novità per il catalogo Ikea dopo l’introduzione della realtà aumentata grazie a un’apposita applicazione. A partire dal 2013, alle composizioni “fisiche” saranno preferite quelle virtuali, realizzate con sistemi CAD di rendering architettonico.

"Scelta intelligente: Ikea non deve più buttare via i mobili usati per realizzare il suo catalogo"
Rendering - Apri il catalogo e vedi quella splendida cucina che, guarda caso, starebbe benissimo a casa tua. O anche quel salottino: semplicemente divino. Perfetto anche quello. Per non parlare della libreria o della parete attrezzata. E ti chiedi, ma quelli dell’IKEA, come fanno a creare degli ambienti così perfetti? Quanto tempo ci mettono a montare e smontare ogni volta cucine, salotti, armadi e altre suppellettili? La risposta a queste due domande è rendering. Semplicemente, le stanze che ti sembrano così perfette e, soprattutto, così reali, sono state realizzate pezzo dopo pezzo al computer grazie a programmi di grafica e rendering digitale.

Sette anni - La notizia “sconvolgente” viene fatta rimbalzare dal sempre ben informato Wall Street Journal, che racconta un po’ come il catalogo più famoso del mondo si è digitalmente evoluto nell’ultimo decennio. Sì, perché il primo rendering digitale di un mobile IKEA nasce sette anni fa e quasi per caso. Nel 2005 venne chiesto a tre stagisti di ricreare una stanza senza utilizzare foto, ma con il solo ausilio del computer. Dopo un anno circa presentarono il loro lavoro: doveva esser un gran bel rendering, dato che convinsero la dirigenza a puntare sul digitale anziché sul reale. Oggi già il 12% delle 234 pagine del catalogo sono realizzate con la computer graphics e per il prossimo catalogo puntano ad arrivare al 25%.

Scelta verde - Le motivazioni che hanno spinto il gigante svedese alla “svolta 3D” sono tinte di verde. Verde, come il colore dei dollari risparmiati dal non dover ricostruire ogni volta intere stanze; verde come il risparmio ecologico che deriva dal non dover buttare via i mobili appena finito di scattare foto. Si risparmiano, quindi, soldi e alberi. «È un modo intelligente di risparmiare denaro» - afferma Anneli Sjogren, capo fotografo di IKEA - perché «così non dobbiamo più buttare cucine e altro mobilio appena terminato di scattare le foto». (sp)

Ikea immagina la cucina del futuro

27 Agosto 2012