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Le radiazioni dei cellulari intorno a noi

Il vostro smartphone sarà anche un piccolo gioiello della tecnologia, ma non varrebbe nulla senza una rete di trasmissione dei segnali che vi consente di telefonare, chattare, inviare sms e navigare in Rete. Come è fatta questa invisibile infrastruttura? Più o meno come appare in queste visionarie illustrazioni di un artista americano.

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Con smartphone, tablet e cellulari sempre a portata di mano ne siamo letteralmente circondati: ma la radiazione elettromagnetica propagata da questi dispositivi è impossibile da vedere ad occhio nudo. Ci viene in aiuto l'artista statunitense Nickolay Lamm, maestro delle visualizzazioni capace di realizzare rendering digitali basati su solide ricerche scientifiche.

Nel progetto "See Your Cellular Network" Lamm, già autore di una serie di suggestive immagini delle reti Wi-Fi, ha immaginato come sarebbero alcune delle più famose città americane se potessimo osservare le onde elettromagnetiche dei telefoni cellulari. Il risultato? Paesaggi coloratissimi, iperconnessi e colmi di radiazioni: uno scenario affascinante e insieme inquietante.

Qui, la città di Chicago divisa in una scacchiera a moduli esagonali, che rappresentano le antenne telefoniche cellulari (ai vertici degli esagoni) con la rispettiva area di influenza. I diversi colori indicano le differenti combinazioni di frequenze e canali assegnate ad ogni utente. Nella zona centrale della città gli esagoni si fanno più piccoli e numerosi per servire un numero più alto di persone. Parte dei segnali arriva addirittura a coprire il Lago Michigan, sulla destra nell'immagine.

Le antenne e i ripetitori per la telefonia mobile posizionate in cima ai grattacieli, nella città verticale per eccellenza: New York. Questi sistemi di ricetrasmissione del segnale chiamati "stazioni radio base" (BTS) sono in genere posti sui tetti degli edifici per massimizzare l'area di copertura ed evitare ostacoli nella propagazione del segnale. Negli ambienti rurali si trovano invece in cima ad alture e colline al riparo dalla vegetazione.

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L'area coperta da una specifica stazione radio base dell'Herbert C. Hoover Building, a Washington D.C. Mentre nelle aree rurali la distanza media tra una cella e l'altra è di 1-2 chilometri, in quelle urbane densamente popolate si accorcia a 400-800 metri. In questo modo l'area di copertura tra le varie cellule si sovrappone in molti punti, assicurando il passaggio di connessione quando un utente si sposta da cella all'altra.

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Una cascata di radiazioni elettromagnetiche delle reti cellulari si propaga dalle celebri colline di Hollywood: se potessimo osservare queste onde (della frequenza tipica di 900-2100 Mhz), nello spettro della luce visibile, vedremmo probabilmente qualcosa di simile. I diversi colori indicano le differenti combinazioni di canali di trasmissione e ricezione (riproposti anche intorno alle stazioni radio base visibili sullo sfondo).

Le onde elettromagnetiche possono essere dannose per l'uomo?

Le ipotetiche radiazioni delle stazioni radio base del Campidoglio, la sede dei due rami del Congresso degli Stati Uniti a Washington. I segnali più intensi si trovano al centro dei pattern colorati.

Per realizzare queste visualizzazioni, Lamm si è avvalso dell'aiuto di alcuni esperti, tra i quali Danilo Erricolo, Professore di Ingegneria elettrica ed informatica presso l'Università dell'Illinois a Chicago e Fran Harackiewicz, Professore di design delle antenne ed ingegnere della Southern Illinois University di Carbondale, USA.

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Con smartphone, tablet e cellulari sempre a portata di mano ne siamo letteralmente circondati: ma la radiazione elettromagnetica propagata da questi dispositivi è impossibile da vedere ad occhio nudo. Ci viene in aiuto l'artista statunitense Nickolay Lamm, maestro delle visualizzazioni capace di realizzare rendering digitali basati su solide ricerche scientifiche.

Nel progetto "See Your Cellular Network" Lamm, già autore di una serie di suggestive immagini delle reti Wi-Fi, ha immaginato come sarebbero alcune delle più famose città americane se potessimo osservare le onde elettromagnetiche dei telefoni cellulari. Il risultato? Paesaggi coloratissimi, iperconnessi e colmi di radiazioni: uno scenario affascinante e insieme inquietante.

Qui, la città di Chicago divisa in una scacchiera a moduli esagonali, che rappresentano le antenne telefoniche cellulari (ai vertici degli esagoni) con la rispettiva area di influenza. I diversi colori indicano le differenti combinazioni di frequenze e canali assegnate ad ogni utente. Nella zona centrale della città gli esagoni si fanno più piccoli e numerosi per servire un numero più alto di persone. Parte dei segnali arriva addirittura a coprire il Lago Michigan, sulla destra nell'immagine.