Tecnologia

I retroscena dell'accordo Verizon-Google

Per ora è soltanto un protocollo d'intesa, ma lo scenario aperto dal recente accordo tra Google e il colosso delle telecomunicazione Verizon negli Stati Uniti è rivoluzionario per chiunque s'interessi del mondo di internet e della multimedialità. In sostanza – e per ora non ci sono dettagli per approfondire – i due grandi gruppi hanno concordato di sviluppare al più presto alcuni servizi internet utilizzabili su smartphone o tablet-computer, e comunque in mobilità (cioè senza cavo), che avranno un valore aggiunto e saranno a pagamento. Chi sceglierà questi servizi potrà fruire di una qualità superiore di connessione internet.
Sembra una cosa ovvia, ma non è così: quest'apparente ovvietà spazza via il tabù nella cosiddetta “net-neutrality”, la neutralità della rete internet, che secondo un vecchio principio un po' integralista dovrebbe sempre essere uguale per tutti, senza mai offrire cioè a specifici gruppi di clienti condizioni di accesso e navigazione migliori di quelle fruibili per gli altri, neanche dietro pagamento. Quel che Google e Verizon hanno concordato di fare è invece individuare proprio alcuni servizi vendibili a buon prezzo che, in cambio, garantiscano ai clienti condizioni di accesso alla rete sempre ottimali, precluse agli altri navigatori che non abbiano acquistato quel genere di servizio. Per dirla in sintesi: in questo modo su internet fa irruzione più business, a discapito di una malitensa pariteticità democratica della rete, appunto la famosa net-neutrality.

Accordo controverso. Questa notizia, su cui negli Stati Uniti è subito esplosa la polemica, è davvero una piccola-grande rivoluzione che dovrebbe attirare soprattutto l'attenzione dei giovani: sia quelli che di Internet sono soltanto utilizzatori, sia quelli che su Internet pensano e sperano di poter costruire un futuro professionale. Già, perchè l'accordo tra un grande operatore telefonico come Verizon e l'operatore leader dei servizi internet come Google per sviluppare e vendere una nuova linea di servizi a valore aggiunto, cioè a pagamento, dà ossigeno a un business che finora viveva solo di pubblicità, ovvero quello dei contenuti che viaggiano su internet, dall'audivideo alle news alla messaggistica, insomma a tutto quanto si può avvalere di collegamenti più veloci stabili e sicuri. In una parola: quest'accordo dà spazio al business della multimedialità.

Liberi di scegliere. Dice giustamente Maurizio Decina, ordinario al Politecnico di Milano e tra i massimi esperti di reti in Europa, che “il network management su rete mobile (questa è la definizione corretta per l'accordo in questione, ndr) è ora necessario per sostenere gli investimenti; la tutela della neutralità della rete non deve spingerci a posizioni da fanatici. L’importante è che tutti possano accedere a tutti i servizi, anche se a velocità differenziate. Un po’ come accade oggi sugli aerei con la distinzione tra economy e business class. Finora sulla rete c’è stata solo l’equivalente della classe economy (in regime di best effort, cioè come dire: cerchiamo di dare ai clienti il miglior servizio possibile, poi quel che riusciamo a fare lo vedremo); adesso gli operatori e i fornitori sentono il bisogno di aggiungere la business class per spingere avanti il business della rete”.

Sante parole. Non significa, però, tornare a logiche collaudate invano dieci anni fa, quando anche i grandi operatori telefonici tentavano di distinguersi dagli altri offrendo ai loro clienti servizi diversi ed esclusivi, ma fallendo in questo tentativo di fronte all'evidenza che, essendo internet per sua natura una rete aperta, nessuna offerta che non fosse preclusa al pubblico indistinto da formule di registrazione o pay-per-use, poteva essere differenziata in altri modi, mentre quelle offerte in regime pay-per-use non funzionavano. Stavolta invece questo filtro, a pagamento, all'accesso indiscriminato di tutti corrisponderà ad una qualità di servizio migliore, non solo a contenuti specifici qualitativamente diversi dagli altri: allora sì che sarà possibili distinguere i flussi di pubblico tra paganti e non. I non paganti comunque potranno disporre di quasi tutti i servizi, anche se in versioni lente e meno attraenti e funzionali di quelle premium; i paganti avranno il meglio, e con i loro consumi a pagamento sosterranno i fornitori dei servizi, e non solo le reti telefoniche: e qui sta la novità dell'accordo Google-Verizon, dove appunto un operatore di rete, Verizon, apre a un operatore dei servizi. E lo fa, o meglio inizia a farlo, sulla rete mobile, perchè è qui che si sta sviluppando il mercato internet più dinamico e attraente, è qui che guardano i giovani e soprattutto è sulla rete mobile che la connettività è una “risorsa scarsa” che ha più senso razionare “a pagamento”.

Tutte queste sono ottime notizie per chi, come Focus Academy, punta sulla formazione alla multimedialità come su un settore di sicuro interesse professionale per i giovani che stanno entrando nel mondo del lavoro. Questa nuova dimensione in cui sta entrando il mercato del web contribuirà in misura determinante a professionalizzarlo e a radicarvi nuove opportunità di lavoro. Il fenomeno sarà anche rapido, se non rapidissimo: questione di un paio d'anni, c'è da scommetterlo, e i numeri del mercato del lavoro sul web cambieranno in maniera radicale, e positiva. E' il momento giusto per prepararsi e per studiare, dunque. Purchè seguendo programmi di formazione realmente ingranati con questo mondo che cambia alla velocità della luce. Come quelli di Focus Academy.

26 agosto 2010
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