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I nuovi hotspot ultraveloci di HP

Sfiorano il gigabit senza fili.

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Internet è il cuore pulsante di ogni moderna tecnologia ed affinché tutto questo funzioni a dovere dappertutto è estremamente importante che le connessioni siano quanto più rapide possibili e preferibilmente wireless; così, in pochi anni, nelle nostre case siamo passati dai vecchi modem analogici che viaggiavano a 56 kbps ai più recenti router Wi-Fi con lo standard 802.11n che possono raggiungere i 300 Mbps. Altro problema all’ordine del giorno, vista la crescente diffusione di dispositivi capaci di connettersi senza fili, è la gestione parallela di molteplici flussi di dati, che peraltro si fanno sempre più corposi.

 

In risposta a queste esigenze, HP ha presentato ieri a Palo Altouna nuova generazione di access point, che stando a quanto dichiarato garantiràperformance darecord. I due modelli di punta della gamma si chiamano rispettivamente E-MSM460 ed E-MSM466 e sono i primi ad essere in grado di trasmettere contemporaneamente tre stream su due canali diversi: in soldoni, questo si traduce in un 50% in più di connessioni attive senza perdita di segnale, un notevole incremento della copertura dello stesso ed una marcia in più nel trasferimento dei dati. A conti fatti, questi bolidi del networking sfioreranno il gigabit per secondo, un risultato che li pone nettamente ai vertici della categoria; naturalmente, con prestazioni così elevate il prezzo non può essere da meno ed alla fine gli oltre 700€ di listino non sembrano irragionevoli, se considerate inoltre che si tratta di prodotti garantiti a vita da HP.

 

Con access point di questa caratura non dovremmo più temere nulla per i nostri streaming multimediali in alta definizione e per le applicazioni di cloud computing più esigenti, eppure potrebbe non essere così, quantomeno nei primi tempi. Di chi è la colpa? Di molti provider, in particolare in Italia, che sbandierano servizi ADSL che sulla carta sarebbero anche ottimi, ma al tempo stesso non garantiscono che una minima parte della banda, di poco superiore alle vecchie connessioni ISDN: si rischia, quindi, d’acquistare una Lamborghini Aventador per poi alimentarla a metano!

 

2 marzo 2011 | Luca Busani