Hyplane, il jet “made in Italy” per il turismo spaziale

Anche l’Italia punta al turismo spaziale con Hyplane, un velivolo supersonico il cui progetto è stato appena presentato a Milano.

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Il rendering di Hyplan: viaggerà a Mach 4 fino alle porte dello spazio con 6 turisti a bordo. |

Si chiama Hyplane la risposta italiana al turismo spaziale della SpaceShipTwo di Richard Branson di cui vi avevamo già raccontato. Il velivolo dal cuore tricolore sarà capace di sfrecciare a 5.000 km/h (Mach 4, quattro volte la velocità del suono) e arrivare a 70 km di quota, offrendo ai suoi 6 passeggeri un panorama mozzafiato della Terra mentre fluttuano in assenza di gravità. Questo scenario che potrà diventare realtà entro 10 anni, sempre se – dettaglio non trascurabile – si troveranno i fondi necessari a realizzare il prototipo (2 miliardi di euro) e poi produrre il veicolo (80 milioni di euro).

Il progetto, coordinato da Raffaele Savino, docente di fluidodinamica alla facoltà di ingegneria dell’università Federico II di Napoli, è stato presentato al Politecnico di Milano al primo congresso nazionale di Space Renaissance Italia, un'associazione che promuove lo sviluppo del turismo spaziale. Il velivolo è in fase di studio nei Politecnici di Roma, Torino, Milano e all’università di Strathclyde (Uk). E ha già diversi supporter, tra cui la Piaggio Aero, la Bristol Spaceplanes Limited, la Bauhaus Luftfahrt.

 

Piccolo e moderno
Ma come sarà “Hyplane”? Ricorda vagamente il Concorde, ma con una linea moderna e dimensioni ridotte di oltre il 50%: sarà lungo 24 metri con 13 di apertura alare. Sarà un jet ipersonico con un motore a ciclo combinato (autoturboreattore), simile a quello montato sul Blackbird, il ricognitore della Lockheed che nel 1990 raggiunse i record di velocità (3.530 km/h) e quota (26 km) mai toccati nella storia dell’aeronautica.È un motore a due fasi: un turbogetto per decollare e raggiungere la velocità del suono, e uno statoreattore per superarla. Ma a differenza di altri velivoli ipersonici, “Hyplane” sarà meno ingombrante: con circa 25 tonnellate di peso al decollo, potrà decollare e atterrare nei comuni aeroporti e non produrrà boati assordanti.

 

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Problemi di consumi
Se il progetto supererà le verifiche tecniche (uno dei punti cruciali è il consumo di carburante), Hyplane potrà decollare da Roma, arrivare a 20 km di quota a 3.000 km orari; qui, in 10 minuti di volo attivando gli statoreattori, arriverà a 30 km di quota a Mach 4. Poi, con un’accelerazione di un minuto, supererebbe i confini della stratosfera arrivando a 70 km di quota (non ancora nello spazio, ma alle sue porte), mentre i passeggeri galleggiano nel velivolo in assenza di gravità per circa 2 minuti, per poi tornare in stratosfera. Dopo un altro paio di salti ai confini dello spazio, inizierà la fase di atterraggio a oltre 1.000 km di distanza, per esempio a Parigi.

 

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Più conveniente di Virgin
La differenza rispetto alla crociera promessa da Branson per il 2015? Volerà a una quota di 40 km più bassa, ma sarà più versatile: non avrà bisogno di nave-madre per arrivare in quota e potrà atterrare in un luogo diverso da quello di decollo, usando le piste dei comuni aeroporti di linea. E soprattutto, sperano i progettisti, il prezzo del biglietto sarà più basso dei 250mila dollari (180mila euro) chiesti dalla Virgin: “puntiamo a far pagare 50mila euro a passeggero” dice Gennaro Russo, presidente di Space Renaissance. Che conta di usare il velivolo non solo per esperimenti in condizioni di microgravità o per l’addestramento degli astronauti, ma anche per i voli commerciali e la consegna espresso di organi per i trapianti: Hyplane, con un’autonomia di volo di 6.000 km, potrebbe coprire la tratta Parigi-New-York in sole due ore.

 

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9 maggio 2014 | Vito Tartamella