Tecnologia

Hawking: il nostro tempo come specie dominante sulla Terra sta per scadere

L'intelligenza artificiale potrebbe ben presto rimpiazzarci del tutto: negli ultimi giorni lo scienziato lo ha ribadito a più riprese, esortando anche a cercare una nuova casa planetaria.

È un futuro a tinte fosche, quello prospettato da Stephen Hawking, ma è anche un atto di fede nelle umane possibilità. Ancora una volta lo scienziato è tornato a parlare della Terra di domani, della necessità di evolvere in una specie multiplanetaria e, di nuovo, dei rischi connessi agli sviluppi dell'intelligenza artificiale.

Qualche giorno fa, in un'intervista per la versione cartacea di Wired, a proposito dell'AI ha chiaramente affermato che «l'umanità ha raggiunto un punto di non ritorno» e che l'intelligenza artificiale arriverà infine a un livello in cui sarà «una nuova forma di vita in grado di surclassare l'uomo».

«Temo che l'intelligenza artificiale sorpasserà l'uomo completamente», ha spiegato: «così come siamo capaci di progettare virus per i computer, qualcuno progetterà un'intelligenza artificiale capace di migliorarsi e replicarsi.»

La nostra peggiore invenzione. In una recente conferenza sulla tecnologia a Lisbona, Hawking ha anche detto che il potenziale di apprendimento delle AI è infinito e potrebbe facilmente raggiungere e superare i limiti del cervello umano. Se è vero che i progressi nel campo dell'intelligenza artificiale possono portare benefici incredibili alla società, la linea di confine tra l'aiuto che possiamo ricevere dalla tecnologia e il pericolo che questa ci sfugga di mano è molto sottile. «L'AI potrebbe essere il più grande evento nella storia della nostra civiltà, oppure il peggiore».

Andiamo là fuori. Per questo occorre studiare con urgenza un nuovo programma spaziale che ci aiuti a trovare una sistemazione alternativa alla Terra. In una video-presentazione per il Tencent Web Summit tenutosi a Pechino il 5 novembre, Hawking ha anche dato un'idea delle tempistiche: abbiamo poco meno di 600 anni prima che la Terra sia dominata dalle macchine e resa inabitabile dagli effetti dei cambiamenti climatici.

In passato le sue stime erano state ancora più inquietanti: come termine ultimo per la singolarità - quel momento, nel vicino futuro, in cui i computer sorpasseranno l'uomo in tutte le sue capacità e svilupperanno un'intelligenza irraggiungibile - aveva posto un centinaio di anni.

9 novembre 2017 Elisabetta Intini
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