Innovazione

Grattacapi ambientali per Carlo d'Inghilterra

Guai ecologici per la tua tenuta in Cornovaglia.

Carlo… ma quanto sei verde? Il Principe di Galles è finito in questi giorni nell’occhio del ciclone per alcune presunte irregolarità ambientali nella sua tenuta in Cornovaglia.

Il Principe Carlo d'Inghilterra è finito al centro dell'attenzione in diverse occasioni in passato: prima per il caso Lady D, poi per la love story con Camilla e adesso per i suoi possedimenti in Cornovaglia che sarebbero - secondo alcuni ambientalisti - irrispettosi nei confronti di madre Natura.

Il First-Tier Tribunal - tribunale di primo grado - ha comunicato giovedì scorso che la sua tenuta Ducato di Cornovaglia di 55mila ettari deve rispettare alcune norme stabilite per gli enti pubblici. Si tratta di una sentenza seguita a una richiesta di informazioni avanzata nel 2008 dall'attivista Michael Bruton che voleva vederci chiaro sull’allevamento di ostriche del Principe a Port Navas, un'area protetta a sud-ovest di Londra. Gli ambientalisti erano, e sono tuttora preoccupati, per l’introduzione nella zona di ostriche non native e per l'accumulo di rifiuti sulle coste.

Carlo d'Inghilterra, ai tempi della polemica, si era barricato dietro a un “no comment” sostenendo che si trattava di una proprietà privata. Il Tribunale ha invece riaperto l'inchiesta e adesso il Principe di Galles dovrà fornire tutti i dettagli sul suo allevamento.

Tra l’altro, per dovere di cronaca, la tenuta Ducato di Cornovaglia ha fruttato a Carlo 18 milioni di sterline usati in parte per finanziare i suoi viaggi e le opere di carità, ma che sono finite anche nelle sue tasche. Spetta adesso al giudice valutare se si è trattato di disguido oppure se il Principe davvero è in difetto nella sua condotta eco-compatibile. (sp)

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7 novembre 2011 Stefano Caneva
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