Gli archeologi del futuro al lavoro: le fasi

Il lavoro dei cyber archeologi, spiegato tappa per tappa.

monestaryofgeghardimg_3825img_3837studentsprocessingdatainthetumolabpointcloudexteriorpointcloudinteriorgeometrypointcloudsectiongeghardvirtualtourinterfaceApprofondimenti
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Come funziona, dal punto di vista pratico, il lavoro dei cyber archeologi? Vediamolo attraverso quanto compiuto in uno dei siti appena mappati: quello del Monastero di Geghard, in Armenia, protetto dall'Unesco e scolpito nella roccia di una vicina montagna. Quello che vedete è il sito originale, dalla cui foto si ricaveranno poi i dati per colorare la mappa finale.

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Un gruppo di giovani volontari al lavoro: CyArk collabora con scuole, università, enti di ricerca e altre istituzioni locali per andare sul campo e raccogliere dati. Attraverso una tecnologia di scansione 3D chiamata LiDAR si catturano in media 500 GB di dati grezzi per sito.

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I dati vengono prima processati sul campo per assicurarsi che non ci siano errori "tecnici", e quindi consegnati, di persona o per posta aerea, a un server ad alta capacità presso i quartieri generali di CyArk ad Oakland, California. Questo, dopo aver fatto un primo backup di sicurezza "in loco".

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A questo punto i dati vengono processati e trasformati in modelli tridimensionali del sito mappato.

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I milioni di punti che descrivono ogni millimetro del monumento sono usati per creare un modello 3D della sua superficie esterna...

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... e di quella interna. Mano a mano che i dati per ciascun sito aumentano, vengono conservati allo stesso modo, fino a collezionare in media 3 terabyte (equivalenti, come peso, a 1,3 miliardi di pagine scritte al computer) di dati rielaborati per ciascun sito.

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Finora sono stati raccolti ed elaborati 115 terabyte di dati, l'equivalente di 27 mila filmati ad alta definizione. Una copia del risultato finale è conservata negli uffici di CyArk, un'altra in un deposito di massima sicurezza.

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Uno screenshot del tour virtuale finale che viene ricavato dai dati raccolti. Questo lavoro serve a conservare una copia virtuale dei monumenti ma anche a creare modelli 3D da utilizzare per scopi didattici, e da visitare a distanza. Potete cimentarvi in un pellegrinaggio virtuale qui sotto:

Come funziona, dal punto di vista pratico, il lavoro dei cyber archeologi? Vediamolo attraverso quanto compiuto in uno dei siti appena mappati: quello del Monastero di Geghard, in Armenia, protetto dall'Unesco e scolpito nella roccia di una vicina montagna. Quello che vedete è il sito originale, dalla cui foto si ricaveranno poi i dati per colorare la mappa finale.