L'elicottero con le gambe flessibili

La Darpa ha modificato un drone-elicottero sostituendo il normale carrello di atterraggio con due zampe snodabili, per facilitare le manovre anche sui terreni più inaccessibili.

Un elicottero con le gambe? Si tratta della nuova invenzione della Darpa per facilitare le manovre di decollo e atterraggio di velivoli su terreni instabili e particolarmente accidentati. L'invenzione, concepita nel quadro del programma Mission Adaptive Rotor, è stata subito sperimentata installando su un piccolo drone due coppie "arti" robotici snodabili al posto del convenzionale carrello di atterraggio rigido (vedi video in apertura).


Maggiore stabilità, minore rischio. Anche se il peso dell'elicottero aumenta, le gambe metalliche ammortizzate e flessibili permettono al drone di decollare e atterrare con molta più agilità anche su un suolo sconnesso o roccioso, su instabili piattaforme galleggianti, così come su pendenze massime del 20%.

 

Grazie alla nuova tecnologia, durante l'atterraggio ogni arto si estende e usa i sensori di contatto posizionati sui "piedi" per determinare in tempo reale con quale angolo è meglio piegarsi per atterrare in modo sicuro, senza che il rotore tocchi il suolo.

 


Un esperimento d'avanguardia. Come ha commentato Ashnish Bagai, program manager Darpa, «Il sistema montato sul velivolo lo ha reso capace di decollare e atterrare con successo su terreni in cui qualsiasi manovra con un carrello di atterraggio standard si sarebbe rivelata impossibile».


Il progetto, ancora in fase di sviluppo presso il Georgia Institute Technology, punta a installare questa tecnologia sui elicotteri militari e su quelli che si occupano di missioni di sicurezza nazionale, così da rendere possibile ed efficace il loro intervento anche nelle situazioni più estreme.

 

19 Settembre 2015 | Silvia Malnati