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Duke Nukem Forever ulteriormente penalizzato da un pessimo PR

Minaccia chi l’ha stroncato.

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Giusto ieri vi abbiamo parlato del ruolo dei testimonial nel mondo della pubblicità, oggi invece vogliamo chiudere la carrellata spiegandovi chi siano i PR e quale sia il loro compito. L’acronimo sta per “Public Relations”, perché indica le persone addette alla divulgazione di informazioni riguardanti il soggetto della promozione: in parole povere, i PR sono coloro i quali danno le dritte sulle novità a giornalisti ed addetti ai lavori. Almeno in teoria, dovrebbero limitarsi a questo: in pratica, invece, capita che escano dai binari e cerchino d’influenzare l’opinione degli altri, in modi non sempre legittimi.

 

E’ il caso dell’agenzia The Redner Group, incaricata dalla software house 2K Games di promuovere l’attesissimo videogame Duke Nukem Forever: il suo fondatore Jim Redner ha duramente attaccato tutte le testate ed i siti che hanno pubblicato recensioni negative. Va precisato che ben pochi hanno apprezzato questo gioco, che ha richiesto oltre 14 anni di sviluppo ed ha disatteso le aspettative di molti: d’altra parte, tempi così dilatati si sono tradotti in un’interfaccia datata ed in una storia poco convincente, con tanto di umorismo triviale. Redner, però, non ha accettato di buon grado le critiche ed ha subito twittato che non distribuirà più videogame in prova a chi è troppo velenoso, alludendo inoltre ad una sorta di blacklist che avrebbe stilato per il futuro. Una comunicazione diretta, poco elegante e vagamente minacciosa, che non è piaciuta in rete ed è stato lo stesso Jim a rendersene conto per primo, decidendo di scusarsi pubblicamente per lo sbotto di aggressività, ma ormai era troppo tardi: in seguito alle sue dichiarazioni, 2K Games ha interrotto unilateralmente il rapporto di collaborazione con The Redner Group e per i suoi prossimi titoli si affiderà ad un’altra agenzia. A questo punto, con i buoi lontani miglia e miglia dalla stalla, Redner ha rivelato d’aver ricevuto negli ultimi giorni alcuni messaggi a dir poco inquietanti, che paventavano addirittura ritorsioni ai danni della sua famiglia.

 

Si tratta di un estremo tentativo di salvare la faccia, oppure di una brutta escalation di violenza psicologica? La verità è difficile da stabilire, soprattutto per chi non è stato coinvolto direttamente nella vicenda; rimane un dato di fatto: alla fine, ne sono usciti tutti sconfitti, Duke Nukem Forever dalle recensioni, Redner dalle sue stesse dichiarazioni e 2K Games dai suoi errori di valutazione.

 

23 giugno 2011 | Luca Busani