Innovazione

Dal palcoscenico all'iPad, a passo di danza

Reinventare la danza grazie alle nuove tecnologie: il video delle prime coreografie realizzate appositamente per iPad e l'intervista esclusiva al ballerino che le ha eseguite.

Dalle semplici foto di balletti eseguiti a teatro a coreografie reali realizzate in esclusiva per iPad: l'idea - una piccola rivoluzione nel mondo della danza e della sua fruizione - è della fondazione d'arte americana 2wice, che dopo una lunga storia di pubblicazioni cartacee dedicate a questa forma d'arte è passata alla versione digitale.

Al posto delle immagini statiche dei ballerini, gli utenti avranno ora a disposizione una App, Fifth Wall (99 centesimi di dollaro, 80 centesimi di euro circa): scaricandola acquisteranno i video di quattro coreografie di due minuti ciascuna, appositamente eseguite all'interno di una cornice rettangolare nera che riproduce, in scala, i 4:3 del frame del tablet Apple.

Fifth Wall from 2wice Arts Foundation on Vimeo. Project credits: Design: Pentagram/Abbott Miller; Creation and filmmaking: 2wice Arts Foundation/Patsy Tarr/Ben Nicholas.

Fifth Wall è nata espressamente come coreografia per iPad. È un tentativo di smontare, e poi ri-assemblare, la nostra concezione di "scena", "set" e "spazio performativo". Il mio scopo inoltre, è quello di distribuire la sequenza della coreografia nelle mani del pubblico. La prima App prodotta dalla 2wice Arts Foundation si intitola "Event" ed è un tributo al lavoro del coreografo statunitense Merce Cunningham, scomparso nel 2009. L'idea di "Fifth Wall" è scaturita dalla discussione con il designer Abbott Miller, considerando tutte le possibilità di incorniciare una coreografia offerte dall'iPad.

La mia impressione è che le proporzioni in 4:3 della cornice dell'iPad ricordino quelle di un proscenio, e utilizzare l'iPad come spazio performativo è il fulcro di questo progetto. Abbott Miller ha avvedutamente proposto Bob Guest per la costruzione di una scatola realizzata ad hoc per queste performance. Con le loro capacità, questi colleghi sono riusciti a realizzare un simulacro dell'iPad all'interno del quale ho eseguito le coreografie. Durante le riprese è stata ruotata sia la scatola nella quale danzavo, sia la telecamera: il regista ha operato rotazioni fisse della cinepresa di 90°, durante le riprese.

Credo che la coreografia digitale si adatti bene al progresso della tecnologia mobile, in particolare ai tablet. La tecnologia mobile a sua volta è una naturale compagnia per gli artisti che come me lavorano con il movimento. Pentagram and 2wice hanno giocato un ruolo chiave nel rendere queste App accessibili a un vasto pubblico sempre curandone la qualità nel design. La prima App nella quale sono stato coinvolto si intitola "Mass Mobile" ed è stata realizzata tra il 2010 e il 2011 in collaborazione con il Georgia Institute of Technology: in quel caso il pubblico poteva votare per decidere di cambiare le luci usate nel corso delle mie esibizioni.

"Fifth Wall" delega la scelta della continuità della performance allo spettatore. La coreografia può essere vista in ogni ordine, sequenza o anche simultaneamente, in base a come lo spettatore decide di navigare nella App. L'utente può toccare, scrollare in basso o ruotare lo schermo per influenzare la sequenza della danza.

Con le loro strategie digitali negli ultimi anni la 2wice Arts Foundation ed Editions 2wice hanno ampliato il numero di lettori, i follower e gli utenti online. Attraverso le App abbiamo raggiunto un pubblico più ampio e ha parlato di noi persino il New York Times.

Piattaforme tecnologiche sostenibili per la danza richiedono investimenti a lungo termine e integrati da parte degli appassionati di danza e del pubblico. Quando l'apporto delle nuove tecnologie è supportato da istruzione, ampliamento del pubblico, coesione estetica e va di pari passo con nuove soluzioni di design, allora la tecnologia può e deve migliorare il mondo della danza, dandogli nuova forza. Questo è l'obiettivo a lungo termine per coreografi e designer che lavorano con la tecnologia.

14 agosto 2012 Elisabetta Intini
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