Innovazione

Dal Giappone arriva la prima stampante profumosa

Quando i colori non bastano...

Francamente non abbiamo mai celato una certa dose di scetticismo riguardo al futuro della tecnologia 3D: già negli anni Sessanta, per fronteggiare la grave crisi che stava affliggendo il mondo del cinema, visse un breve periodo di notorietà, ma poi si rivelò una semplice moda passeggera e, come tale, svanì nel nulla di lì a poco. Contemporaneamente, cavalcando l'onda del successo della multisensorialità, furono intraprese nelle sale altre curiose sperimentazioni: tra tutte, vi ricordiamo l'Odorama e l'Aromarama, che consentivano di trasmettere agli spettatori gli stessi odori percepiti dai personaggi all'interno dei film. Scherzosamente, parlando dei recenti sviluppi della stereoscopia televisiva, ipotizzammo che, arrivate al traguardo, le case produttrici avrebbero dovuto spostare la loro attenzione proprio su queste ultime tecnologie. Ebbene, così è stato, o quantomeno hanno iniziato a provarci sul serio.Un gruppo di scienziati della Keio University di Tokyo ha, infatti, modificato opportunamente una comunissima stampante Canon a getto d'inchiostro, in modo tale da ricreare le fragranze caratteristiche dei soggetti ritratti sul monitor del PC ad essa collegato. Il funzionamento del marchingegno da loro creato è tutt'altro che complesso: al posto dei serbatoi con i colori primari, hanno inserito alcuni microscopici recipienti contenenti una serie di aromi, che una volta riscaldati dalla testina si diffondono nell'ambiente circostante. I primi esperimenti hanno consentito d'individuare i giusti quantitativi di profumi da utilizzare, perché siano chiaramente identificabili ed al tempo stesso non persistano oltre un paio di respiri, in modo tale da poter lasciare spazio ad uno nuovo e diverso, senza sovrapposizioni fastidiose. Ora, invece, le vere sfide diventano in primis l'integrazione con le funzioni più classiche delle stampanti, per ottenere, ad esempio, le prime fotografie odorose, ed in un secondo tempo il perfezionamento del sistema di generazione degli aromi, per giungere infine ad una gamma olfattiva ampia e soddisfacente.Informiamo subito i più curiosi che i risultati ottenuti finora dal team giapponese verranno esposti durante la conferenza internazionale ACM Multimedia 2010, che si sta tenendo proprio questa settimana a Firenze. Prima, però, di veder approdare sul mercato le stampanti profumose, occorrerà molto più tempo. La trovata è divertente e già si sprecano le giustificazioni che tentano - invano - di legittimare ricerche che in realtà d'interessante hanno poco o nulla, se non il loro stesso potenziale di mercato: alcuni psichiatri sostengono che potranno essere di grande aiuto nelle terapie riabilitative degli individui che hanno subito danni cerebrali, altri invece le accostano alla cura di certe forme di demenza. Anche in questo caso, rimaniamo fortemente scettici: non ci vediamo proprio al cinema - e neppure in casa, se è per questo - muniti di maschera inalatoria con lenti polarizzate. Una platea simile sarebbe davvero degna dei peggiori incubi cyberpunk!

27 ottobre 2010 Luca Busani
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