Innovazione

Consegna effettuata: un drone ha portato un pacco sull’Everest

Per la prima volta un drone ha sostituito uno sherpa, consegnando un pacco a 6mila metri sul Monte Everest in condizioni ambientali estreme.

La prima consegna con un drone risale all'ottobre 2013, quando l'azienda cinese SF Express utilizzò questo innovativo metodo di spedizione per far arrivare un pacco in un'area rurale del Paese. Dopo 11 anni è possibile far arrivare le merci con i droni praticamente ovunque, anche in cima all'Everest, o quasi.

Un volo nel futuro. In effetti, la consegna non è avvenuta proprio sulla vetta del monte più alto del mondo, ma a circa 6.000 metri di altitudine, vicino al campo base avanzato (anche noto come Camp 1). Questa straordinaria operazione, condotta nell'aprile di quest'anno, rappresenta un vero e proprio balzo tecnologico nel futuro. La missione ha coinvolto l'azienda DJI, leader nel settore della tecnologia dei droni, con la collaborazione della Nepalese Airlift, della società di produzione video 8KRAW e di esperte guide locali.

Il mezzo impiegato, un FlyCart 30, è un modello pesante che opera a lunga distanza, capace di trasportare fino a un massimo di 15 kg, progettato per raggiungere destinazioni logistiche non convenzionali. La riuscita della missione ha dimostrato come queste macchine possano operare in condizioni estreme e ad altitudini proibitive, superando i limiti della logistica aerea tradizionale.

Sfidare la montagna. Effettuare una consegna del genere è stata una sfida notevole, innanzitutto a causa delle condizioni ambientali avverse (basse temperature e rarefazione dell'aria) e del terreno impervio. I campi base, situati a partire da circa 5.300 metri sopra il livello del mare, sono punti di sosta essenziali per gli alpinisti, dove possono riposarsi e acclimatarsi prima di continuare la loro scalata. Il tragitto che conduce fino al Camp 1, attraversa la famigerata Khumbu Icefall, una delle zone più pericolose dell'ascesa.

In sicurezza. In genere, sono i coraggiosi sherpa a occuparsi del trasporto delle provviste, esponendosi a rischi estremi. Mingma Gyalje, guida di Imagine Nepal, ha sottolineato che superare l'icefall è molto rischioso e può richiedere fino a otto ore e comportare il rischio di non fare ritorno a casa. Ebbene, l'esperimento in questione ha dimostrato che si possono effettuare consegne vitali compiendo questo tragitto in appena 12 minuti, riducendo drasticamente i tempi e i rischi per gli sherpa e migliorando al contempo la sicurezza complessiva per tutti gli scalatori.

Sostenibilità. Ma non finisce qua. I droni potranno essere utilizzati anche per missioni "ecologiche", per "pulire" il Monte Everest. Ogni escursionista, infatti, lascia in media 8 kg di rifiuti durante l'ascesa e la discesa, producendo un notevole impatto ambientale. I droni possono facilitare la rimozione di questi residui, riducendo l'impronta ecologica lasciata dagli alpinisti.

La collaborazione con il governo nepalese per creare una struttura che si occupi delle consegne con droni sul versante meridionale dell'Everest rappresenta un nuovo capitolo nella storia delle esplorazioni, grazie a un progetto pionieristico che permetterà di rendere le operazioni più sicure e sostenibili, tutelando al contempo l'ecosistema naturale.

27 giugno 2024 Simone Valtieri
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