Innovazione

Come si producono le palline da tennis?

Da dove vengono gli oltre 10 milioni di palline da tennis che rimbalzano sui campi italiani.

Le palline da tennis sono realizzate con una miscela di gomma, nerofumo, zolfo e altri additivi di cui ogni azienda conserva gelosamente il segreto. Gli ingredienti vengono mescolati insieme e modellati a caldo in stampi a forma di semisfera cava.

Le due semisfere, una volta staccate dallo stampo, vengono rivestite con uno strato di colla: incollate a due a due - con un procedimento, la vulcanizzazione, che le rende elastiche - formeranno la pallina. Il prodotto grezzo viene poi cosparso di colla e rivestito con due linguette di feltro, fatto per il 70 per cento di lana e per il resto di fibre sintetiche.

Opeari al lavoro in una fabbrica della Dunlop nel 1925. Oggi il processo di produzione è completamente automatizzato. © Bettmann/Corbis

Senza questo rivestimento sarebbe impossibile giocare: la pallina infatti raggiunge, all'uscita dalla racchetta dopo il servizio, anche i 230 km/h. Proprio grazie al rivestimento, però, dopo il rimbalzo rallenta fino a 70-80 km/h, permettendo agli avversari di rispondere. Inoltre il feltro accentua gli effetti che vengono dati alla pallina dai giocatori.


Sotto pressione. Le palline usate nei tornei ufficiali e dai giocatori professionisti, a differenza di quelle normali, sono pressurizzate (a 2-2,5 atmosfere). Vengono prodotte in ambienti pressurizzati e sono confezionate in “tubi” anch'essi pressurizzati. La pressione serve per ottenere un rimbalzo adeguato: le regole internazionali impongono che la pallina, lasciata cadere da un'altezza di 100 pollici (2,54 metri), debba avere un rimbalzo compreso tra 1,35 e 1,47 metri. Anche peso e diametro sono rigidamente stabiliti: tra 56,7 e 58,5 grammi e tra 6,35 e 6,67 cm.

9 marzo 2012
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