Il metodo più semplice è quello di sovrapporre una carta millimetrata trasparente a una carta geografica e contare i quadretti. Per un calcolo più automatico si possono usare vari strumenti. Il più tradizionale è il planimetro, un apparecchio con un braccio snodato, simile al pantografo. Con un estremo del braccio si segue il contorno della figura, facendo muovere il gomito dotato di rotella. Questa rotazione viene poi trasformata nell’area compresa tra la curva e la corda sottesa, che diventa l’area della figura quando si ritorna al punto di partenza.
Misure elettroniche. Più attuali sono il digitizer e lo scanner, usati in coppia con un computer. Il primo segue il contorno con un cursore, registrando a ogni millimetro (o anche meno, a seconda della taratura), le coordinate del punto. Infine, mediante la cosiddetta “formula di Gauss”, calcola l’area.
Lo scanner, invece, scompone un’immagine in una serie di pixel (puntini) ciascuno dei quali è identificato da un numero che dipende dal colore: se, per esempio, lo scopo è quello di calcolare un’area colorata in giallo, il computer calcola quanti pixel gialli sono contenuti nella figura, e sapendo a quale superficie corrisponde un pixel calcola l’area cercata. La tecnica più singolare, ma altrettanto valida, è invece quella di pesare (dopo averli ritagliati) la figura da misurare e un quadratino della stessa carta, corrispondente a un’area nota in base alla scala. A questo punto, per calcolare l’area basta una semplice proporzione.