Che cosa si nota osservando le rotte navali

L'analisi dei trasporti via mare nel mondo permette di arrivare ad alcune interessanti conclusioni di tipo economico, logistico e geopolitico. Ecco quali. 

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Bastano le rotte navali a "disegnare" la forma dei continenti. Anche selezionando soltanto la visualizzazione delle rotte, si riescono a individuare perfettamente le sagome dei continenti interessati dai traffici navali (salvo l'area del Circolo polare artico, dove il passaggio è ostacolato dai ghiacci). Si distinguono anche le principali rotte fluviali: il Rio delle Amazzoni in Brasile, il fiume St. Lawrence dall'Atlantico ai Grandi Laghi americani, il canale Volga-Baltico in Russia. Potete anche lanciarvi in una analisi economica: per esempio le rotte rosse, che indicano il trasporto di combustibili liquidi, sono concentrate attorno alla Louisiana, al Texas e al porto di Valdez, in Alaska.

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C'è una strozzatura nel traffico navale verso la Malesia e Singapore. Si tratta dello Stretto di Malacca, un sottile braccio di Oceano Indiano che separa l'isola di Sumatra (Indonesia) dalla costa occidentale della penisola malese. Da questo stretto transita il 40% del commercio marino mondiale (incluse le riserve di greggio che dal Medio Oriente sono dirette in Cina). Anche se è la principale via di comunicazione tra Oceano Pacifico e Oceano Indiano, questo tratto di mare è soggetto a frequenti attacchi di pirati, e non è per tutte le navi: la sua ampiezza minima nei pressi di Singapore è di 2,8 km per 24 m di profondità. Le navi che non ci passano, devono fare un giro molto più largo.

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Nel 2012, in pochi si sono avvicinati alla Somalia. Il rischio alla sicurezza rappresentato dai pirati si vede bene dalla mappa vicino al corno d'Africa. Dopo essere transitate nello Stretto di Bāb el-Mandeb, tra lo Yemen e Gibuti, la maggior parte delle navi si tiene alla larga dalle coste africane. Complice l'aumento delle misure di sicurezza a bordo delle navi commerciali, negli ultimi anni anche gli attacchi di pirati sono diminuiti sensibilmente.

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Nei canali più stretti le rotte si fanno precise. I traffici apparentemente caotici che interessano il resto del mare si fanno più precisi e lineari nei tratti di mare più stretti, come lo Stretto della Manica, dove i transiti sembrano distribuirsi su due corsie principali, come in un'autostrada.

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Le navi fanno la file alle porte del Canale di Panama. Lo si nota chiaramente dai puntini che "sostano" prima del canale artificiale, entro il quale possono transitare soltanto 30-40 imbarcazioni al giorno. L'attesa del proprio turno può durare anche settimane.

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Il commercio navale è responsabile di gran parte delle emissioni serra. Nell'anno relativo alla mappa ha causato l'immissione di 796 milioni di tonnellate di CO2 in atmosfera (il 3-4% dei gas serra globali). In ogni caso, quello via mare resta un sistema di trasporto più efficiente, e meno inquinante, di quello aereo.

Bastano le rotte navali a "disegnare" la forma dei continenti. Anche selezionando soltanto la visualizzazione delle rotte, si riescono a individuare perfettamente le sagome dei continenti interessati dai traffici navali (salvo l'area del Circolo polare artico, dove il passaggio è ostacolato dai ghiacci). Si distinguono anche le principali rotte fluviali: il Rio delle Amazzoni in Brasile, il fiume St. Lawrence dall'Atlantico ai Grandi Laghi americani, il canale Volga-Baltico in Russia. Potete anche lanciarvi in una analisi economica: per esempio le rotte rosse, che indicano il trasporto di combustibili liquidi, sono concentrate attorno alla Louisiana, al Texas e al porto di Valdez, in Alaska.