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Boeing 787: che succede all'aereo dei sogni?

L'ennesimo inconveniente in volo (con conseguente atterraggio di emergenza!) ha spinto le autorità aeronautiche a decidere di fermare i voli del Dreamliner, il gioiello di casa Boeing. Colpa delle batterie al litio...

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Un Boeing 787 Dreamliner della compagnia giapponese ANA (Foto: Reuters) |

Un problema di surriscaldamento delle batterie agli ioni di litio, che forniscono l’energia necessaria per i sistemi di bordo. È questa la causa del principio di incendio che mercoledì 16 gennaio ha costretto il pilota di un Boeing 787 Dreamliner della compagnia giapponese ANA a un atterraggio di emergenza, ultimo di una lunga serie di inconvenienti che di recente hanno colpito questo tipo di jet.

 

787: un gioiello volante
Per lo stesso motivo le autorità che governano l’aviazione civile nei vari Paesi del mondo hanno ordinato alle compagnie aeree di lasciare a terra, per sicurezza, l’aereo incriminato (per la maggior parte in servizio in compagnie giapponesi). E pensare che il Dreamliner era stato presentato come il fiore all’occhiello di casa Boeing, perché è un vero concentrato di innovazioni: dall’ala di forma particolare – che gli consente decolli e atterraggi anche in piste più corte della media – all’impiego massiccio di materiali ultraleggeri come la fibra di carbonio (per oltre la metà della sua massa, primo caso per un aereo di line) che ne hanno alleggerito il peso di un 20%, con tutti i vantaggi che ne derivano in termini di prestazioni e di consumi (e dunque, anche di impatto ambientale).

 

Di chi è la colpa?
Forse proprio la corsa esasperata alla riduzione del peso è indirettamente alla base degli inconvenienti di questi giorni: le batterie agli ioni di litio, infatti, sono state scelte proprio perché, a parità di peso, garantiscono una maggiore autonomia. In pratica, sono la scelta ideale quando si ha l’esigenza di ridurre pesi e ingombro. Ma d’altro canto si tratta di una tecnologia tutto sommato ancora da sperimentare a fondo. I rischi? Quando sono sovraccaricate, le batterie al litio si surriscaldano fino, in casi estremi, a prendere fuoco. E, per una serie di ragioni legate alla chimica della combustione, si tratta di incendi “particolari”, difficili da spegnere: se si prova a estinguerli usando acqua o estintori a CO2, per esempio, si finisce per ottenere l’effetto opposto e si alimentano le fiamme. Non è il primo caso di problemi legati alle batterie al litio. Il più eclatante fu nel 2006 quando aziende come Ibm, Apple e Dell furono costrette a “richiamare” alcuni modelli di computer portatili a rischio di incendio per il malfunzionamento di una batteria al litio prodotta dalla Sony.

 

In arrivo la carica degli 800
Che dice la Boeing? Che la sicurezza di passeggeri ed equipaggi viene prima di tutto, naturalmente. E che per questo sono state mobilititate tutte le risorse disponibili per cercare di trovare rapidamente una soluzione al problema. Anche perché al momento i Dreamliner in servizio sono soltanto 50 (in servizio per la maggior parte presso compagnie aeree asiatiche) ma nel giro di appena 2 anni la Boeing dovrà consegnarne quasi 800, ordinati da compagnie aeree di tutto il mondo.

 

18 gennaio 2013 | Roberto Graziosi