Apple e Google si alleano per i brevetti Kodak

Apple e Google, perenni rivali sul terreno dell’hi-tech, sotterrano l'ascia di guerra per portarsi a casa quello che resta della defunta Kodak, storico marchio fotografico, sull’orlo della bancarotta. Si sarebbero unite per offrire oltre 500 milioni di dollari per l'acquisto dei brevetti Kodak.

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Kodak è indebitata per 6,75 miliardi di dollari - Photo credit: Corbis

Google La guerra dei brevetti negli ultimi anni ha tenuto banco sulle prime pagine dei giornali online e offline. Apple che fa causa a Samsung, e l’azienda coreana che controbatte contro Cupertino. E sono solo due degli esempi più lampanti di diatribe legali che hanno coinvolto un po’ tutti i colossi della tecnologia. L’oro del nuovo millennio, a quanto pare, sono proprio i brevetti.

Google contro tutti
Non a caso Google, nell’estate del 2011 - con una mossa a sorpresa - compra Motorola Mobility, dopo aver perso l’asta dei brevetti di Nortel per mano della cordata guidata da Apple e Microsoft, con la complicità di Research in Motion (RIM).

Kodak in bancarotta
Adesso è arrivato il turno di Kodak. Non è un segreto che l’azienda, fondata nel 1889 da George Eastman, navighi da tempo in pessime acque e stia cercando di racimolare fondi per risanare un debito di 6,75 miliardi di dollari per poi “rinascere” puntando prevalentemente su soluzioni commerciali, stampa, imballaggio e servizi alle imprese.

Kodak fu fondata da George Eastman nel 1889

L’unione fa la forza
Kodak stima che il valore dei suoi 1.100 brevetti - relativi alla cattura, alla manipolazione e alla condivisione delle immagini digitali - si aggiri tra i 2,21 e i 2,57 miliardi di dollari. E Google ed Apple, dopo essersi sfidate per tutta l’estate su cordate contrapposte, hanno deciso di cambiare strategia: unire le forze con un’offerta da oltre 500 milioni di dollari. La notizia arriva dall’autorevole agenzia Bloomberg che cita fonti, ovviamente anonime, ma “affidabili”. Tutti i protagonisti si sono trincerati dietro a un “no comment”. Almeno per il momento.

10 Dicembre 2012 | Silvia Ponzio