6 app estive per gli amanti della scienza

Progetti di citizen science a cui potrete contribuire semplicemente... passando un po' di tempo all'aperto e osservando la vita naturale intorno a voi: passatempi intelligenti a portata di smartphone che contribuiranno al benessere del pianeta.

Da non perdere: le migliori app per scrutare il cielo

Tablet e smartphone possono tenerci incollati al divano... o spingerci a uscire all'aria aperta. Inauguriamo la bella stagione con alcune applicazioni che vi permetteranno di contribuire a progetti di scienza partecipativa, per la salvaguardia dei beni naturali e della biodiversità, e di trascorrere allo stesso tempo piacevoli ore all'aperto.

La prima che vi presentiamo è un progetto di citizen science adatto a chi è sensibile al rumore, e ritiene che l'ambiente cittadino nuocia gravemente ai nostri timpani. Noise Tube, disponibile per iOS e Android, permette di trasformare il proprio cellulare in un misuratore di intensità sonora.

Dopo aver scaricato l'applicazione, gratuita e facile da installare, potrete misurare l'inquinamento acustico a cui siete esposti ogni giorno, e contribuire a creare una mappa globale del rumore: sono già 448 le città per cui si hanno dati disponibili, e i rumori sono geolocalizzati con Google Earth (qui una mappa delle attuali informazioni).

Il progetto, avviato dai ricercatori del Sony Computer Science Laboratory di Parigi e della Vrije Universiteit di Bruxelles, potrebbe fornire ai responsabili della pianificazione urbana elementi preziosi sui luoghi più caotici in città.

Aspiranti ranger e naturalisti, questa è l'app che fa per voi: Project Noah (dove Noah, oltre a ricordare il salvatore biblico di tutte le specie animali, sta per networked organisms and habitats), è una sorta di social network per gli amanti della vita selvaggia e di tutte le specie di piante e animali.

Avete trovato un animaletto nel giardino vicino a casa, di cui non conoscete il nome? Fotografatelo e chiedete numi agli altri utenti. Volete contribuire a un progetto di catalogazione delle coccinelle, o vantarvi dell'ultimo, curioso animale immortalato durante un viaggio esotico? Qui potete farlo. Vivete in un luogo colpito da un disastro ecologico? Questo è il luogo per documentare gli effetti sull'habitat naturale. Per accedere all'app, gratuita per iOS e Android, bisogna registrarsi.

Per sostenere i loro velocissimi movimenti (da 12 a 90 battiti d'ali al secondo, in base alla specie) i colibrì devono mangiare molto, e assumere una quantità di nettare pari a diverse volte il loro peso corporeo.

Questo stretto legame con i fiori li rende particolarmente suscettibili ai cambiamenti climatici: per aiutare gli scienziati a tracciarne la distribuzione, potete scaricare Hummingbirds@Home, una app creata dalla Audubon Society che si occupa della tutela di questi pennuti.

Una volta registrati (anche quest'app è gratuita, sia per iOS, sia per Android), scegliete un fazzoletto di verde vicino a casa (dal vostro giardino al parco di quartiere) dove potreste avvistare un colibrì: il sistema memorizzerà la vostra posizione, e potrete segnalare online ogni avvistamento, specificando la specie avvistata e il fiore di cui si stava nutrendo.

Ne sentiamo parlare di continuo: cambiamenti climatici e uso di pesticidi aggressivi minacciano la sopravvivenza degli insetti impollinatori: con Bee-friend your garden (qui la versione per iOS) possiamo contribuire attivamente alla loro difesa.

La app, gratuita e per tutti gli smartphone, permette di registrare il numero e le specie di insetti (non solo api: anche libellule, falene, farfalle, scarabei e mosche) e - per gli insetti impollinatori - di specificare quali sono i fiori più apprezzati. Il servizio crea poi statistiche con visualizzazioni degli animali e specie vegetali più amate. Così gli appassionati potranno piantare, in giardino e sul balcone, i fiori che le api preferiscono.

Che fine hanno fatto le api?
Alveari in città: le foto
Faccia a faccia con le api

Quanto inquinamento luminoso investe l'area in cui vedete? Globeatnight è un'app che vi permetterà di valutarlo in poche semplici mosse. Basta scegliere una costellazione e verificare se da dove vivete riuscite a vederla: i dati raccolti serviranno a creare una mappa globale di ciò che resta del buio, quello vero.

Gli effetti dell'inquinamento luminoso sulla vita animale
I cieli sopra alcune grandi città, se rimanessero al buio
Le notti terrestri viste dallo Spazio

Dove si trovano le meduse? Dove si può andare a fare il bagno senza rischi di incappare in qualche medusa (e non stiamo parlando di questa medusa gigante che non si trova nel Mediterraneo)?
Ci pensa MeteoMeduse, l'iniziativa con sito e App di citizen science di Focus, che permette a tutti di segnalare la presenza di meduse sulle nostre coste. E che permette - a chi vuole - di consultare in tempo reale la situazione nelle spiagge italiane.
Grazie a MeteoMeduse è stata scoperta una medusa aliena nel mare Adriatico. Un bel colpo per una App di citizen science.

Tablet e smartphone possono tenerci incollati al divano... o spingerci a uscire all'aria aperta. Inauguriamo la bella stagione con alcune applicazioni che vi permetteranno di contribuire a progetti di scienza partecipativa, per la salvaguardia dei beni naturali e della biodiversità, e di trascorrere allo stesso tempo piacevoli ore all'aperto.

La prima che vi presentiamo è un progetto di citizen science adatto a chi è sensibile al rumore, e ritiene che l'ambiente cittadino nuocia gravemente ai nostri timpani. Noise Tube, disponibile per iOS e Android, permette di trasformare il proprio cellulare in un misuratore di intensità sonora.

Dopo aver scaricato l'applicazione, gratuita e facile da installare, potrete misurare l'inquinamento acustico a cui siete esposti ogni giorno, e contribuire a creare una mappa globale del rumore: sono già 448 le città per cui si hanno dati disponibili, e i rumori sono geolocalizzati con Google Earth (qui una mappa delle attuali informazioni).

Il progetto, avviato dai ricercatori del Sony Computer Science Laboratory di Parigi e della Vrije Universiteit di Bruxelles, potrebbe fornire ai responsabili della pianificazione urbana elementi preziosi sui luoghi più caotici in città.