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Al centro del crimine

Un sistema di realtà virtuale ricrea le scene dei delitti. Per aiutare giudici e giurati durante i processi.

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Al centro del crimine
Un sistema di realtà virtuale ricrea le scene dei delitti. Per aiutare giudici e giurati durante i processi.

 

Vita sempre più dura per i criminali: uno speciale software permetterà di ricostruire in realtà virtuale le scene 3d dei deilitti. Nessun indizio potrà più sfuggire.
Vita sempre più dura per i criminali: uno speciale software permetterà di ricostruire in realtà virtuale le scene 3d dei deilitti. Nessun indizio potrà più sfuggire.

 

...E all'improvviso, nel bel mezzo del dibattimento, l'assassino irrompe nell'aula, e tra gli sguardi attoniti dei giurati, fredda l'ignara vittima.
Non è una scena dell'ultimo legal thriller americano, ma una descrizione di ciò che in un prossimo futuro potrebbe accadere nelle aule di giustizia di tutto il mondo.
Un'azienda canadese ha infatti sviluppato un software in grado di ricreare un modello tridimensionale e interattivo della scena del crimine, a partire da poche centinaia di fotogrammi catturati con una speciale videocamera.
Delitti in 3d. Il sistema iSM (Modellatore istantaneo di scene), consente di generare stanze e ambienti che possono essere esplorati da angolazioni e posizioni diverse con pochi click di mouse, proprio come accade nei più avanzati videogame.
La ripresa delle immagini utilizzate per la modellazione viene effettuata con una stereo-camera, cioè un set di due videocamere allineate l'una all'altra a distanza definita. Grazie a questo sistema è possibile calcolare la distanza tra ciascuno dei punti della scena ripresa, esattamente come i nostri occhi sono in grado di percepire e stimare la distanza tra due punti nello spazio.
I filmati così ottenuti vengono poi elaborati dagli algoritmi del SIFT (Scale Invariant Feature Transform), uno speciale software capace di identificare tutti i punti comuni in una sequenza di immagini. I singoli fotogrammi tridimensionali vengono così trasformati in una vera e propria realtà virtuale, che può essere visualizzata su qualsiasi computer.
Security digitale. Anche Aibo, il cane robot della Sony, utilizza SIFT per riconoscere la propria stazione di ricarica confrontando le immagini catturate dai propri occhi elettronici e quelle archiviate in memoria.
Un'azienda californiana ha invece adottato il SIFT per mettere a punto un sistema anti taccheggio capace di identificare i gli oggetti trafugati e nascosti nei carrelli della spesa.

(Notizia aggiornata al 14 marzo 2005)

 

14 marzo 2005