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A caccia di specie invasive con Google Street View

Un team di ricercatori francesi utilizza Google Street View per esplorare, in modo pratico ed economico, il territorio a caccia di specie alloctone per l’ecosistema.

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Un nido di processionarie del pino, così grandi da essere visibili su Street View (© Yva Momatiuk & John Eastcott/Minden Pictures/Corbis) |

Colonie di procioni, originari del Nord America, hanno trovato casa lungo le sponde dell’Adda, alle porte di Milano; in Irlanda e Inghilterra lo scoiattolo grigio americano sta mettendo in serio pericolo la sopravvivenza dello scoiattolo rosso europeo; le nutrie - grossi roditori del Sud America introdotti in Italia negli anni ‘20 come animali da pelliccia - si trovano un po’ ovunque nella Pianura Padana.

Quello delle specie alloctone, animali e vegetali che si insediano in zone diverse da quelle di origine, è un problema diffuso in tutto il mondo. Perchè se da un lato non mancano gli esempi di specie estranee che si sono inserite senza grossi problemi nei nuovi habitat, in molti casi le specie invasive possono diventare una seria minaccia per l’ecosistema e possono arrivare a provocare l’estinzione delle specie locali. Ne è un esempio è la Thaumetopoea pityocampa meglio conosciuta come processionaria del pino, un insetto originario dell’Europa mediterranea altamente distruttivo, le cui larve si nutrono di foglie e che hanno una spiccata preferenza per le conifere.

Chiedi a Google

Questi insetti si riproducono in grossi nidi bianchi dalla forma caratteristica, visibili anche da grande distanza. E allora, si sono domandati i ricercatori francesi dell’Istituto Nazionale di Ricerche Agronomiche, perchè non provare a fare un giro su Street View per identificare le zone infestate da questo pericoloso parassita?

Gli scienziati hanno fatto qualche test e grazie alle mappe fotografiche di Big G hanno controllato una zona di oltre 10.000 km quadrati dove le processionarie avevano stabilito la loro nuova dimora. I risultati sono stati sorprendenti: gli agronomi hanno infatti potuto constatare che le rilevazioni effettuate tramite Stree View erano del 96% più precise rispetto a quelle fatte sul campo. Come dire: dal monitor si controlla meglio che a spasso per le strade. In alcune zone la mappatura effettuata da Google era meno dettagliata, e qui la precisione delle rilevazioni è scesa al 46%, ma comunque notevole soprattutto se confrontata con il risparmio di costi che permette di ottenere.

Per la mappatura di altre specie dagli effetti meno evidenti Street View potrebbe non essere così efficace, ma gli scienziati di Parigi sono ottimisti e contano di sfruttare questo pratico sistema anche in futuro.

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24 ottobre 2013 | Rebecca Mantovani