6 cose che (forse) non sai sulla sicurezza stradale

42-2370116542-1661295442-2636647842-2277302742-1682204242-17658676Approfondimenti
42-23701165

Un telefonino lasciato sul cruscotto, una posizione di guida scorretta, o anche solo la fodera  di un sedile, in caso di incidente possono possono diventare molto pericolose. Ecco alcune abitudine sbagliate che la prudenza suggerisce di correggere.
Come guidano gli italiani? Purtroppo non bene, te lo spieghiamo qui.
(Focus.it, 25 ottobre 2010)

Sapere che sui sedili posteriori delle autovetture ci sono le cinture di sicurezza, per qualcuno potrebbe essere una rivelazione: da un’indagine condotta qualche mese fa da ASAPS (Associazione Amici della Polizia Stradale) è emerso che in Italia le indossa meno del 10% dei passeggeri. E se nelle aree urbane questa percentuale si riduce al 5%, al sud scende addirittura sotto l’1.
Dati allarmanti, perchè un passeggero trasportato senza cinture, anche sui sedili posteriori, in caso di incidente si trasforma in un proiettile che può andare a sbattere contro il parabrezza o contro il passeggero anteriore, con conseguenze che possono essere fatali. Le cinture di sicurezza non servono solo alle alte velocità, sulle autostrade e sulle strade extraurbane: secondo gli studi condotti durante i crash test sviluppano il massimo della loro efficacia fra i 30 e i 110 Km/h, con una punta massima di efficienza tra i 40 e i 70 km/h.
Nella foto: un prototipo di cinture di sicurezza posteriori gonfiabili presentato da Ford nel 2009.

foto © JEFF KOWALSKY/epa/Corbis


42-16612954

Il sedile è scomodo, il viaggio lungo, le gambe soffrono. E allora, per stare un po’ più comodi, perchè non appoggiare i piedi sul cruscotto? È una scena che capita di vedere sempre più spesso sulle nostre strade ma si tratta di un’abitudine decisamente pericolosa.
Perchè? Ecco cosa succederebbe in caso di urto: l’airbag, coperto dai piedi del passeggero anteriore, si aprirebbe al di sotto delle sue gambe facendole ruotare con violenza verso l’alto insieme al bacino. E già questo sarebbe sufficiente a provocare gravi danni alla colonna vertebrale. Ma in più, le cinture di sicurezza, agendo su un corpo in posizione innaturale, potrebbero causare lesioni interne molto serie. Attenzione quindi: in macchina si viaggia seduti, con i piedi sul pavimento, le cinture di sicurezza allacciate e i poggiatesta regolati alla giusta altezza. E chi guida? Come deve sedersi dietro al volante? Te lo spieghiamo nella prossima pagina...

foto © Ocean/Corbis

42-26366478

Le effusioni mentre si guida? Meglio rimandarle a luoghi meno pericolosi (e più comodi...).
Stare seduti in auto nel modo corretto è indispensabile per mettersi al riparo da grossi guai in caso di incidente, eppure la maggior parte di chi viaggia lo fa nel modo sbagliato.
Sapere come regolare nella giusta posizione sedile, poggiatesta e volante permette di guidare più comodi e con minor fatica a tutto vantaggio della concentrazione e della sicurezza. Il sedile del guidatore deve essere posizionato in modo tale che premendo il pedale della frizione (o, sulle auto con cambio automatico, mettendo il piede nella posizione equivalente) la gamba sinistra rimanga leggermente piegata. Questo permetterà di premere agevolmente i pedali, e, in caso di urto, le gambe piegate assorbiranno l’impatto meglio delle gambe tese.
Il volante deve essere a una distanza tale da permetterci di appoggiare i polsi sulla sua sommità, mantenendo comunque le spalle ben aderenti allo schienale. La distanza tra il busto e il volante non deve però essere inferiore a 35 centimetri per permettere all’air bag, in caso di attivazione, di aprirsi senza colpirci con violenza.
È inoltre importante regolare correttamente l’altezza del poggiatesta in modo da potervi appoggiare la nuca ed evitare così pericolosi colpi di frusta al collo.

foto © Caspar Benson/fstop/Corbis

42-22773027

Avete regolato il sedile nel modo migliore, le cinture sono allacciate, il serbatoio è pieno. Si parte? No, ancora no. Probabilmente nessuno di noi gira con una testa di alce in macchina come nella foto qui sopra ma... cosa ci fa la borsa con il PC portatile buttata sul sedile posteriore? E il telefonino appoggiato sul cruscotto? E l’ombrello che da anni soggiorna sulla cappelliera?
In caso di incidente questi oggetti apparentemente innocui possono trasformarsi in micidiali proiettili: il nostro fedele portatile, lanciato a 50 km/h, ha una massa pari a quella di un uomo. Ed essere investiti in pieno volto da un cellulare che viaggia a quella velocità è come essere colpiti da un mattone.
Borse, pacchi e pacchetti vanno riposti nel portabagagli mentre il telefonino può stare tranquillamente in tasca visto che è collegato all’impianto vivavoce di bordo o all’auricolare.

foto © Johan Willner/Etsa/Corbis

42-16822042

Il colpo di sonno dopo una notte brava in discoteca è quanto meno prevedibile. Molto più subdolo è quello che colpisce in pieno giorno, magari subito dopo un pranzo un po’ troppo abbondante o al termine di una giornata di lavoro molto intensa. Arriva senza preavviso: gli occhi si chiudono, la testa ciondola e... il pericolo è immediato.
Aprire i finestrini, alzare il volume della radio o intavolare una conversazione con i compagni di viaggio non sono rimedi efficaci per combattere la stanchezza. In questi casi, se non si può passare il volante a qualcuno più fresco, l’unica cosa da fare è accostare e schiacciare un pisolino. E vanno evitati anche una quantità eccessiva di caffè o di bevande a base di energizzanti come gli energy drink: il loro effetto "sveglia" è innescato dalla caffeina e dura solo alcuni minuti, poi il colpo di sonno e la stanchezza tornano più agguerriti di prima.

foto © Image Source/Corbis

42-17658676

Molte autovetture hanno gli airbag laterali installati all’interno dei sedili anteriori: la loro funzione è quella di proteggere la testa del passeggero e del conducente dall’impatto con i finestrini in caso di urto laterale.
Se per motivi estetici o pratici volete coprire questi sedili con fodere non di serie, assicuratevi che queste ultime siano del tipo "air bag", abbiano cioè delle aperture laterali in corrispondenza dei punti di uscita dei cuscini salvavita, che altrimenti non potrebbero gonfiarsi in caso di necessità.

foto © Car Culture/Corbis

Un telefonino lasciato sul cruscotto, una posizione di guida scorretta, o anche solo la fodera  di un sedile, in caso di incidente possono possono diventare molto pericolose. Ecco alcune abitudine sbagliate che la prudenza suggerisce di correggere.
Come guidano gli italiani? Purtroppo non bene, te lo spieghiamo qui.
(Focus.it, 25 ottobre 2010)

Sapere che sui sedili posteriori delle autovetture ci sono le cinture di sicurezza, per qualcuno potrebbe essere una rivelazione: da un’indagine condotta qualche mese fa da ASAPS (Associazione Amici della Polizia Stradale) è emerso che in Italia le indossa meno del 10% dei passeggeri. E se nelle aree urbane questa percentuale si riduce al 5%, al sud scende addirittura sotto l’1.
Dati allarmanti, perchè un passeggero trasportato senza cinture, anche sui sedili posteriori, in caso di incidente si trasforma in un proiettile che può andare a sbattere contro il parabrezza o contro il passeggero anteriore, con conseguenze che possono essere fatali. Le cinture di sicurezza non servono solo alle alte velocità, sulle autostrade e sulle strade extraurbane: secondo gli studi condotti durante i crash test sviluppano il massimo della loro efficacia fra i 30 e i 110 Km/h, con una punta massima di efficienza tra i 40 e i 70 km/h.
Nella foto: un prototipo di cinture di sicurezza posteriori gonfiabili presentato da Ford nel 2009.

foto © JEFF KOWALSKY/epa/Corbis