Innovazione

Il computer che capisce le smorfie

Un sistema di riconoscimento facciale identifica il significato delle espressioni degli utenti e le trasforma in comandi per PC e altri dispositvi elettronici. (Alessandro Bolla, 1 luglio 2008).


Una recente invezione messa a punto da uno studente dell’Università della California potrebbe presto rivoluzionare il modo di interagire con il computer: niente mouse o tastiere ma solo qualche boccaccia permetteranno di controllare pc e altre apparecchiature elettroniche.
La geniale idea è venuta a Jacob Whitehill che ha realizzato un dispostivo capace di leggere le espressioni del volto di un essere umano e modificare, in base al loro significato, la velocità di riproduzione di un videoregistratore.
Il sistema progettato da Whitehill è in grado di riconoscere un’espressione di stupore o di confusione sul volto di un allievo che sta guardando un video didattico e riproporgli, magari a velocità ridotta, gli ultimi passaggi della lezione. Le ricerche condotte dallo stesso inventore hanno appurato come, nella maggior parte delle persone, l’esposizione a contenuti difficili sia accompagnata da una minor frequenza del battito di ciglia.
Le applicazioni pratiche di questo prototipo sono molte: non solo sistemi di insegnamento a distanza davvero interattivi e capaci di adeguarsi alle esigenze degli utenti, ma soprattutto applicazioni informatiche ed elettroniche per i disabili.
Le ricerche di Whitehill ora punteranno a perfezionare il dispositivo così da permettere il riconoscimento naturale di altre espressioni facciali da associare ad altri comandi.

1 luglio 2008
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