10 falsi miti sui Google Glass

Alla vigilia del lancio dei suoi occhiali a realtà aumentata, Big G risponde agli scettici e ai detrattori. Spiegando perché non rappresentano un pericolo per la privacy.

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Sergey Brin, co-fondatore di Google indossa i Google Glass.

I Google Glass arriveranno sul mercato domani: i primi modelli di occhiali a realtà aumentata saranno in vendita soltanto negli USA e soltanto per un giorno, ma anche nel resto del mondo è partita la caccia di nerd e geek all'ultimo feticcio tecnologico.

A stemperare l'attesa di quella che si annuncia come una delle grandi innovazioni del decennio, ci sono però i dubbi di chi pensa che potrebbero dare un'ulteriore spallata alla nostra privacy e generare l'ennesima dipendenza tecnologica. Ma al quartier generale di Google di tante apocalittiche critiche non ne possono più.

Così su Google Plus è apparso un articolo in 10 punti che tenta di sfatare alcuni dei falsi miti attorno ai Google Glass e a chi li indossa, i cosiddetti esploratori. Ecco, in sintesi, la versione di Big G.

1. I Google Glass rappresentano la distrazione definitiva dal mondo reale.
Secondo Google non sarà così. "Invece di guardare in basso verso computer, telefono e tablet mentre la vita vi accade intorno, i Google Glass permettono di guardare diritto e confrontarsi con il mondo". Non solo. "Gli occhiali sono disattivati per impostazione predefinita" e "sono stati progettati per darti quello che ti serve al momento giusto, e poi farti tornare alle persone e alle cose nella vita che ti interessano".
Come dire… è degli smartphone che dovreste preoccuparvi, non dei Glass.
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2. Saranno sempre accesi e potranno registrare tutto.
Altra leggenda metropolitana, secondo Big G, che spiega: "Proprio come quello del cellulare, lo schermo dei Glass è disattivato per impostazione predefinita. La registrazione del video è impostata per durare 10 secondi. Le persone possono registrare più a lungo, ma i Google Glass non sono progettati per farlo, né per registrare sempre (la batteria non durerebbe più di 45 minuti).
La prossima volta che sarete tentati di chiedere a un Explorer (Glass Explorer è il nome che Google ha dato ai fortunati che potranno acquistare gli occhiali in questa fase di test) se vi sta registrando, chiedetevi se voi fareste lo stesso con il telefono. E avrete la risposta".
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3. Gli esploratori sono solo geek che adorano la tecnologia.
"I nostri Explorers provengono da tutti i ceti sociali - chiarisce Google - tra loro ci sono genitori, vigili del fuoco, gestori di zoo, mastri birrai, studenti di cinema, giornalisti e medici. L'unica cosa che hanno in comune è che vedono il potenziale dell'utilizzo della tecnologia per impegnarsi di più con il mondo che li circonda, piuttosto che distrarsi da esso. In realtà, molti esploratori dicono che con i Google Glass usano la tecnologia meno di prima, perché la usano in modo molto più efficiente".

E se il concetto non fosse chiaro: "Sappiamo cosa state pensando: "Non sono uno che si fa distrarre dalla tecnologia". Ma la prossima volta che siete in metropolitana, o, seduti su una panchina, o in un caffè, guardate le persone intorno a voi. Potreste essere sorpresi da ciò che vedrete".

4. I Google Glass sono pronti per il grande pubblico.
No. Sono ancora "un prototipo - si legge su Google Plus - e i nostri Esploratori e il pubblico più vasto stanno giocando un ruolo fondamentale nel modo in cui verrà sviluppato. Negli ultimi 11 mesi, abbiamo avuto nove aggiornamenti del software e tre aggiornamenti hardware basati, in parte, sul feedback di persone come voi".

5. Sono dotati di tecnologie per il riconoscimento facciale e altre cose simili.
"No! Non è vero. Come abbiamo detto prima, a prescindere dalla fattibilità tecnologica, abbiamo preso la decisione in base ai feedback ricevuti di non rilasciare e distribuire le tecnologie di riconoscimento facciale finché non potremo affrontare adeguatamente le numerose questioni sollevate da questo tipo di funzione".

E per rassicurare gli scettici, Google avverte che "Noi approviamo una per una tutte le applicazioni proposte e abbiamo molte misure in vigore per proteggere la sicurezza delle persone.

 

6. Coprono gli occhi, impedendo di vedere.
Non posso immaginare di avere uno schermo più di un occhio ..., ha detto un esperto in un recente articolo. Ma prima di saltare a conclusioni in merito ai Glass, li avete effettivamente provati?", si chiede provocatoriamente l'autore del post. "Lo schermo si trova volutamente sopra l'occhio destro, non davanti a esso. È stato progettato in questo modo perché abbiamo capito l'importanza di un contatto visivo e del coinvolgimento con il mondo, piuttosto che col vostro telefono".

7. Sono un perfetto dispositivo di sorveglianza.
Anche qui, Google usa l'ironia per disarmare gli scettici. "Cerchiamo di essere onesti: se qualcuno vuole registrarvi segretamente, in giro si trovano telecamere molto migliori di una che si indossa ben visibile sul viso e che si illumina ogni volta che riceve un comando vocale, o si preme un pulsante".

8. In pochi possono permetterseli.
Né sì, né no. Diciamo pure… Nì. "Il prototipo attuale costa 1500 dollari e ci rendiamo conto che è fuori della gamma di molte persone" - spiega Google. "Ma questo non significa che solo i ricchi possono averli. In alcuni casi, sono stati un benefit del proprio lavoro. Altri hanno raccolto fondi su Kickstarter e Indiegogo. E per alcuni, gli occhiali sono stati un regalo".

9. Sono vietati… ovunque.
"Dal momento che i telefoni cellulari - si legge - sono apparsi sulla scena, le persone sono state abbastanza brave a creare un galateo e i necessari divieti di registrazione (spogliatoi, casinò, ecc.). E poiché la funzione dei Glass riflette quella dei telefoni cellulari, si applicano le stesse regole".

10. I Google Glass segnano la fine della privacy.
E sul finire, ecco la madre di tutte le obiezioni. A cui Big G riserva una risposta decisa: "Quando le prime telecamere sono arrivate sul mercato dei consumatori sul finire del 19° secolo, in molti hanno gridato alla fine della privacy. Le telecamere sono state vietate nei parchi, nei monumenti e sulle spiagge. Le persone temevano lo stesso quando sono usciti i primi cellulari con fotocamera. Oggi, ci sono più telecamere che mai. Tra dieci anni ce ne saranno ancora di più, con o senza occhiali. Oltre 150 anni di macchini fotografiche e otto anni di YouTube sono un buon indicatore del tipo di foto e video che le persone catturano - dai video dei gatti fino ai miracoli della vita di tutti i giorni".
 

14 Aprile 2014 | Eugenio Spagnuolo

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