C’era una volta il Web

viriglio_98repubblica97yahoo99google1998clarence97icq2000arianna-97prima_pagina_del_web91geocities96kataweb_99focus_2002Approfondimenti
viriglio_98

Vi ricordate com'era Internet dieci anni fa? Un giro tra le vecchie homepage per ricordare (o per conoscere se non c’eravate) i pionieristici anni del Web.
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In principio regnavano caos e smarrimento e Virgilio (nella foto una versione del 1998) aveva il compito di guidare internauti alle prime armi nei meandri del Web. Proprio come il poeta latino aveva guidato uno sperduto Dante nell’Inferno e nel Purgatorio nella Divina Commedia.
Il portale, o "porta" per accedere alla Rete, all’inizio era più che altro una directory (elenco di siti) dove alcuni editor (e non un software come nei motori di ricerca) avevano il compito di girovagare a caccia di siti italiani.
Siamo infatti nel 1996 e sulla Rete non c’è di certo affollamento. Tra i primi siti catalogati da Virgilio: quelli delle università, di alcune squadre di calcio e l’Unione Sarda, il primo giornale cartaceo con una versione online.

Testi di Federica Ceccherini
Immagini: wayback machine 

repubblica97

Forse non saranno stati i primissimi, ma i redattori di Repubblica che nel 1996 decisero di buttarsi sul Web di sicuro furono dei pionieri del giornalismo online.
Il sito del quotidiano infatti aveva contenuti del tutto originali e non riprendeva gli articoli del cartaceo, come facevano altri giornali. Si rivolgeva non tanto ai suoi lettori abituali quanto ai neofiti di Internet con un nuovo linguaggio e un occhio particolare alla tecnologia e ai new media. Un'idea di successo: ben presto si parlò di 500.000 click al giorno.
Nella foto: Repubblica.it nel 1997



yahoo99

"Yahoo" nello slang della Lousiana significa "ragazzini un po' sporchi e un po' disubbidienti" come dichiaravano di essere i due fondatori dell'omonimo portale statunitense. David Filo e Jerry Yang nel 1995 - a soli 25 anni - misero in piedi un sito che in appena quattro anni divenne il sito più visto al mondo, con 95 milioni di pagine viste al giorno.
Ben presto i due studenti della Stanford University aprirono "succursali" anche in Europa. In Italia Yahoo! sbarcò nel 1998, facendo tremare portali e motori nostrani.
Nel 2008 Microsoft ha offerto 47,5 miliardi di dollari (37,6 miliardi di euro) per l’acquisizione del sito, ma il rifiuto di Yang è stato categorico e pare che questo abbia fatto scendere il titolo ai livelli più bassi dal 2003.
Nella foto: Yahoo! Italia nel 1999

google1998

Quante sono le pagine che si trovano su Internet? Di preciso non si sa, ma la cifra potrebbe essere con molti zeri.
Per questo Larry Page e Sergey Brin, due studenti sempre della Stanford University, hanno scelto per il loro motore di ricerca nel '98 il nome "google" (termine che in matematica indica un 1 con 100 zeri). Ma non è stata l'unica "genialata" dei due ragazzi. Per far funzionare in modo diverso il loro motore usarono un nuovo algoritmo molto complesso (si pensa che sia un'equazione con 2 miliardi di termini e 500 milioni di variabili) che misura le relazioni tra i vari siti. Quante più relazioni, o meglio link, ha un sito con gli altri più si può considerare autorevole. E' la link popularity, qualcosa di molto vicino alla "reputazione". Un metodo mutuato dal mondo accademico: nelle università le ricerche e le pubblicazioni più citate sono considerate le più rilevanti.
In questo modo i più meritevoli dovrebbero essere anche quelli che appaiono tra i primi nei risultati di ricerca. Il metodo ruppe con i vecchi sistemi che invece misuravano quante volte la parola ricercata dall'utente era presente nelle pagine di un sito.
Foto: un'immagine del primissimo Google, nel 1998

clarence97

Un sito scanzonato e politicamente scorretto, così amavano definire Clarence i suoi fondatori (Gianluca Neri e Roberto Grassili, già redattori del giornale satirico “Cuore”) e la redazione. Clarence è l'angelo nel film “La vita è una cosa meravigliosa” (Frank Capra 1946), colui che salva il protagonista dal suicidio, perché per mettere le ali deve fare una buona azione. E la mascotte del sito era infatti un buffo angioletto. Ma ben poco di angelico avevano alcuni contenuti del magazine milanese, famoso per i suoi articoli al vetriolo. Come quello che nel 2002 gli procurò una querela da parte di Johnny Dorelli. La redazione collegandosi alla pagina trovò la seguente scritta: articolo sottoposto in sequestro dall'Autorità Giudiziaria. Si trattò di uno dei primi atti di censura della storia del web italiano. 
Dalle sue pagine non mancavano strali neanche contro i portali, nella rubrica Noia Portale.
Sopra una versione di Clarence del 1997.

icq2000

Pensate adesso di chattare con qualcuno che leggerà i vostri messaggi solo il giorno dopo (e non perché è troppo impegnato). Nei primi anni ’90 infatti non c’erano le chat o gli instant messanger e tanto meno Facebook. Il sistema usato per “chattare” si chiamava bbs (bulletin board system) e funzionava soprattutto di notte, quando gli amatori si inviavano messaggi da modem a modem ma potevano essere scaricati solo dopo qualche ora.

Le prime bbs italiane furono Galactica, McLink e Agorà.

Questo nella foto è ICQ (I seek you, cerco te) nel 2000. Uno dei primi servizi di messaggistica in tempo reale. Bastava scaricarlo sul proprio pc per essere avvisati ogni volta che qualcuno degli amici si collegava online e parlare con lui, questa volta in tempi rapidi.

arianna-97

Non solo i sistemi di comunicazione di allora rischiano di sembrarci preistorici ma anche la stessa navigazione sul Web.
Il primo browser fu Mosaic e con la sua diffusione cominciò a diffondersi anche il linguaggio html. Ma niente di stratosferico: si navigava tra pagine senza immagini né colori, pagine di solo testo su fondo bianco o grigio con link, rigorosamente di colore blu. Anche i primi contenuti non erano esaltanti e i link nella maggior parte dei casi conducevano a documenti messi in Rete da ricercatori e professori universitari.
Le cose cominciarono a cambiare a metà degli anni ’90, quando sorsero i primi motori di ricerca anche in Italia, come questo: Arianna (qui “fotografato” nel 1997).

prima_pagina_del_web91

Questa è la prima pagina apparsa sulla Rete il 6 agosto 1991, creata da Tim Barners-Lee un ricercatore al Cern di Ginevra - considerato il padre del Web - nella quale spiegava che cos’è il World Wide Web (letteralmente "grande ragnatela mondiale").
Ma i primi domini negli Usa furono assegnati molto tempo addietro: a metà degli anni 80. Il primato ce l'hanno i domini che terminano in .edu per le università, poi fu la volta dei .gov, per i siti istituzionali e i .org per le organizzazioni.
Il primo dominio commerciale in assoluto fu symbolic.com (15 marzo 1985). Tra i pionieri ci furono, i domini di aziende tecnologiche come HP, Xerox e IBM. All'epoca la media di crescita dei domini era di 100 in 20 mesi.

geocities96

Una volta le pagine personali si trovavano in quartieri o regioni diverse in base ai differenti interessi di ciascuno. Gli amanti dei misteri e degli ufo per esempio trovavano spazio nell'Area 51, gli "smanettoni" nella Silicon Valley e i cinefili a Hollywood.
Naturalmente era tutto virtuale. E si trovava sul sito di Geocities che nel '95 cominciò a offrire spazio agli utenti per costruire le loro prime pagine personali e incontrare altri utenti con cui condividere le proprie passioni.
In principio gli iscritti furono un migliaio in tutto il mondo. Ma divennero in un paio di anni un milione circa. Quegli stessi iscritti che cominciarono poi a boicottare il sito quando nel 1999 fu venduto a Yahoo! che ne cambiò completamente lo stile.
Nell'immagine: Geocities nel 1996.

kataweb_99

Nel 1995 Netscape, uno dei primi browser, si quota in Borsa. Muove i primi passi quella che poi sarà chiamata "New Economy".
Nel Nuovo Mercato (il Nasdaq) investono molte aziende web, la prima a quotarsi in Italia fu Tiscali nel 1999 e con enorme successo. Mentre ai dipendenti vengono offerte le Stock Option con il miraggio di futuri astronomici guadagni, legati alle performance in Borsa del titolo aziendale.
Ma per molti resta appunto un miraggio. Nei primi anni del secondo millennio molte DotCom (aziende Internet) e numerose Start-up (le nuove aziende in avvio) nel mondo sono costrette a chiudere.
Non è il caso di Kataweb (nella foto la primissima versione), il portale nato nel 1999, prima dell’inizio della crisi di Internet e ancora online.

focus_2002

È il 9 settembre del 2002 e finalmente ci siamo anche noi di Focus.it! E voi c’eravate?  Se sì che siti visitavate. Siete stati tra i primi utenti di Focus.it?
Raccontatateci le vostre prime esperienze in Rete nel forum "Quando avete scoperto il Web?"

Vi ricordate com'era Internet dieci anni fa? Un giro tra le vecchie homepage per ricordare (o per conoscere se non c’eravate) i pionieristici anni del Web.
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In principio regnavano caos e smarrimento e Virgilio (nella foto una versione del 1998) aveva il compito di guidare internauti alle prime armi nei meandri del Web. Proprio come il poeta latino aveva guidato uno sperduto Dante nell’Inferno e nel Purgatorio nella Divina Commedia.
Il portale, o "porta" per accedere alla Rete, all’inizio era più che altro una directory (elenco di siti) dove alcuni editor (e non un software come nei motori di ricerca) avevano il compito di girovagare a caccia di siti italiani.
Siamo infatti nel 1996 e sulla Rete non c’è di certo affollamento. Tra i primi siti catalogati da Virgilio: quelli delle università, di alcune squadre di calcio e l’Unione Sarda, il primo giornale cartaceo con una versione online.

Testi di Federica Ceccherini
Immagini: wayback machine