Digital Life

Cosa succede se caricate mille volte lo stesso video su YouTube?

È la domanda che si è fatta il musicista Patrick Liddell e a cui si è risposto con un esperimento che ha dell'incredibile: il filmato diventa praticamente incomprensibile sia dal punto di vista sonoro sia visuale.

Patrick Liddell è un musicista che ha deciso di riproporre l'esperimento "effetto fotocopia" in omaggio al compositore Alvin Lucier che, circa 40 anni fa e con i mezzi di allora, volle dimostrare come le frequenze sonore di un discorso - registrate più volte in una stessa stanza - vengono gradualmente sostituite da armonie di risonanza e da timbri tipici dell'ambiente circostante trasformando le parole in qualcosa di incomprensibile. Insomma, più copie di uno stesso brano portano a un deterioramento sonoro inimmaginabile.

Patrick Liddell ha deciso di riproporre l'esperimento - con le varianti offerte dall'attuale tecnologia - caricando, scaricando e ricaricando su YouTube mille volte lo stesso video per vedere cosa succede sia a livello audio sia video. Ha caricato il primo filmato il 27 maggio del 2009 e ha uplodato la millesima copia il 27 maggio del 2010.

Che cosa ha registrato? Il pezzo "I Am Sitting In A Video Room" di Alvin Lucier, lo stesso testo dell'esperimento di 40 anni fa.

Ecco il risultato dell'esperimento di Patrick Liddell

Il primo video era di buona qualità ma, i continui download e upload hanno gradualmente distrutto le caratteristiche originali della sua voce e della sua immagine. Il video numero 1.000 si è trasformato in una sorta di cartone animato che sembra ritrarre un alieno informe che parla una lingua inesistente.

Patrick Liddell ha caricato il primo filmato nel formato MP4. Ogni volta che effettuiamo l'upload di un video su YouTube, il sito lo traduce nel codec flac/H.264: un processo per renderlo più "leggero" e agevolare la visione in streaming, ma a scapito della perdita di alcune informazioni.

La compressione delle immagini viene ottenuta, infatti, archiviando solo i cambiamenti importanti da un fotogramma all'altro e non tutti i dati contenuti in ciascun frame. YouTube, insomma, rimuove quelle impercettibili differenze di colore che l'occhio umano normalmente non è in grado di rilevare. Se caricate lo stesso video una volta non vi accorgerete di questi piccoli cambiamenti.

Ma Patrick Liddell ha caricato, scaricato, convertito in MP4, ricaricato, lo stesso video per ben mille volte (rinominandolo ogni volta) così tutte queste "piccole" sottrazioni di informazioni si sono accumulate nel risultato che il filmato finale ha completamente perso ogni caratteristica sia sonora sia visiva presente nell'originale.

L'esperimento ha anche svelato un'altra tecnica usata da YouTube per "alleggerire" i file. YouTube taglia automaticamente gli ultimi fotogrammi dei video caricati (uno, massimo due frame). Nessuno se ne accorge, ma dopo i mille caricamenti effettuati da Patrick Liddell, il risultato è evidente: il filmato originale durava 42 secondi mentre la millesima copia solo 38 secondi.

4 dicembre 2013 Silvia Ponzio
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