Digital Life

Xperia Play: lo abbiamo provato e vi diciamo com'è

Scopriamo il nuovo telefonino griffato PlayStation.

La relazione tra telefoni cellulari e videogiochi si è fatta decisamente più stretta negli ultimi anni. I primi, quasi pionieristici "giochini" in formato Java sono stati ora sostituiti da produzioni di alto livello, in grado di rivaleggiare con i titoli delle console più blasonate. Uno dei primi tentativi in questo ambito è stato quello fatto da Nokia con N-Gage, ma come tutti ben sappiamo i risultati non sono stati quelli che il colosso scandinavo si aspettava.

“Il sistema di controllo è davvero funzionale”

La vera rivoluzione ha un solo nome, che ormai praticamente tutto il mondo conosce: iPhone. Il dispositivo Apple è diventato in pochissimo tempo un fenomeno di massa e ha rappresentato la spinta decisiva che i giochi per smartphone aspettavano.

Il fatto che l'Xperia Play di cui stiamo per parlare non abbia abbracciato la filosofia "touch" tanto in voga potrebbe sembrare una mossa azzardata, ma i punti di forza del dispositivo risiedono altrove, secondo Sony-Ericsson.

Già il fatto di aver legato il dispositivo al marchio PlayStation la dice lunga sulle intenzioni del colosso giappo-svedese, ma la scelta di adottare il sistema operativo Android è un altro indice chiaro della direzione totalmente opposta che l'Xperia Play vuole prendere rispetto al rivale Apple.

L'Hardware

Il periodo precedente al lancio del dispositivo Sony-Ericsson ha fatto crescere una notevole curiosità nel pubblico, che però è rimasto un po' spiazzato dalle sue dimensioni. Il peso di 175 grammi, la scocca realizzata esclusivamente in plastica e lo spessore di 16mm non lo rendono uno degli smartphone più "portatili" in commercio. Rispetto alle ultime tendenze che tentano di oltrepassare i confini del design, l'Xperia Play sa di "già visto" e viene già da molti considerato come il gemello della PSPgo.

Un altro aspetto su cui l'Xperia Play sembra essere già rimasto indietro rispetto alla concorrenza è rappresentato dallo schermo, un LED retroilluminato da 4 pollici con risoluzione 480 x 854. La luminosità è inferiore a quello di altri smartphone appartenenti alla stessa fascia, così come i colori, che appaiono in alcuni casi fin troppo slavati. Schermi come il Super AMOLED del "googlefonino" Nexus S, tanto per citarne uno, sono di tutt'altro livello.

Per quanto riguarda il cuore, o meglio, il motore, i maniaci delle prestazioni saranno rimasti inorriditi dalla mancanza di un processore dual-core. Nonostante la CPU da 1GHz dell'Xperia fornisca prestazioni di tutto rispetto, il fatto di essere ancora una volta un passo indietro rispetto alle ultime tendenze tecnologiche potrebbe rendere il dispositivo già vecchio per la fine del 2011.

Se si parla di interfaccia di gioco, però, l'Xperia Play può tranquillamente guardare tutti dall'alto verso il basso. I controlli in stile PlayStation lasciano indietro qualsiasi dispositivo touch in commercio, per non parlare di tutti i telefonini rimasti ancora confinati alla vecchia tastiera.

Per non dover aumentare ulteriormente il profilo del dispositivo, Sony Ericsson ha ridotto all'osso la "corsa" dei pulsanti, ma nonostante questo il loro funzionamento è più che eccellente. Le due piastrine rotonde che si trovano tra i tasti e il D-pad rimpiazzano gli analogici del mitico controller PlayStation e funzionano decisamente meglio di quanto ci si possa aspettare. Basterà qualche minuto per prenderci confidenza e diventeranno dei prolungamenti dei vostri pollici.

Non tutti gli elementi "da gioco" dell'Xperia Play sono tuttavia meritevoli di applauso. I due grilletti L e R sono scomodi da usare e sembrano tutt'altro che solidi, specialmente se usati con giochi che ne richiedono un uso costante.

Per quanto riguarda la batteria, argomento scottante viste le polemiche che hanno circondato il lancio del 3DS, l'Xperia Play si attesta sulla media degli altri dispositivi Android in commercio. L'uso delle funzioni basilari del telefono consuma l'intera carica in circa cinque ore, il che richiede una ricarica giornaliera, ma un uso intensivo di giochi (specialmente 3D) riduce di almeno la metà questa cifra.

Continua...

10 aprile 2011 Stefano Silvestri
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