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Scendono in campo i robot anti assembramento

In diversi Paesi del mondo il controllo sulle misure di distanziamento sociale è affidato a droni e robot anti assembramento. Ma a quale prezzo per i diritti dei cittadini?

A poco meno di tre mesi dalla dichiarazione di pandemia da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, molti governi hanno avviato un progressivo rilassamento delle misure anti-contagio. E mentre gli scienziati lavorano a cure e vaccini contro laCovid-19, sembra chiaro che il distanziamento sociale sia al momento la principale difesa contro il nuovo coronavirus.

 

In molti Paesi le forze dell'ordine hanno deciso di affidarsi alla tecnologia, come droni e robot anti assembramento, per verificare che le persone si attengano alle disposizioni di sicurezza, in particolare per quanto riguarda il rispetto delle distanze, in ogni situazione.

 

Controlli dall'alto. In India per esempio la polizia utilizza droni e intelligenza artificiale per sorvegliare i cittadini: in 6 metropoli del Punjab è ormai consuetudine vedere i piccoli apparecchi della polizia che sorvolano piazze, mercati e parchi.

 

I droni sono dotati di telecamere ad alta risoluzione che sono in grado di individuare un essere umano fino a 1 km di distanza. Un sistema di intelligenza artificiale analizza le immagini in tempo reale, calcola la distanza tra le persone, identifica eventuali assembramenti e se necessario allerta gli agenti in carne e ossa perché possano intervenire.

 

 

State lontani. Ancora più inquietante ciò che sta succedendo a Singapore, dove i parchi sono pattugliati da Spot, uno dei robot quadrupedi di Boston Dynamics

 

La macchina gira per i viali dei parchi e con messaggi audio ricorda alle persone la necessità di tenersi a distanza e di rispettare le regole anti-contagio imposte dal governo.

 

I robot sono equipaggiati con uno speciale software che conta le persone incontrate durante il giro di perlustrazione così da fornire dati in tempo reale sull'affollamento dei parchi all'amministrazione della città.

 

La polizia ha tappezzato i viali dei parchi con cartelli che avvisano dell'impiego di Spot e pregano i cittadini di averne rispetto, per esempio non provando a cavalcarlo, dato che il robot può trasportare al massimo una decina di Kg di carico.

 

 

Privacy a rischio? Secondo quando riportato al settimanale inglese New Scientist da Matthew Guariglia della Electronic Frontier Foundation, Covid-19 ha causato un'impennata nella richiesta di droni e robot da parte delle forze di polizia di tutto il mondo.

 

Il fatto che le macchine possano osservare, ma anche identificare, le persone pone alcuni seri interrogativi sulla privacy: la quasi totalità di queste tecnologie è sviluppata da aziende private e non è chiaro come vengano conservate e trattate le informazioni e come potrebbero venire utilizzate se finissero nelle mani sbagliate.

 

Qui sotto, un altro robot di Boston Dynamics dà sfoggio delle proprie capacità... ginniche:

 

23 maggio 2020 | Rebecca Mantovani