Digital Life

Se la passsword è nell’occhio

Quante password utilizzate quotidianamente? Tante forse troppe. E magari non sono neanche sicure... Ecco perché saranno presto sostituite.

Le password sono una noia mortale: facili da "bucare", difficili da ricordare e, come se non bastasse, molti servizi hanno regole diverse (= una password per ognuno!) e per giunta ci costringono periodicamente a cambiarle.


È per questo che molte aziende stanno guardando con interesse sempre crescente a soluzioni di sicurezza che sfruttano la biometria: impronte digitali, scansione dell’iride, riconoscimento del volto dell’utente.


Faccia da password. A dirla tutta, i sistemi di riconoscimento facciale o dell’iride oggi disponibili per il mercato di largo consumo sono ancora pochi e non funzionano troppo bene. Ma era così anche nel 2013, quando Apple introdusse il riconoscimento delle impronte digitali sull’iPhone.

Da allora il sistema è stato progressivamente evoluto, da Apple stessa ma anche da altre aziende, e a distanza di 3 anni è disponibile su decine di modelli di smartphone, tra cui alcuni di fascia media o medio-bassa.

Secondo Sayeed Choudhury, di Qualcomm, dobbiamo aspettarci qualcosa di simile anche per i sistemi di riconoscimento biometrico.


Occhio per occhio... Tra le tecnologie più promettenti c’è il riconoscimento delle linee del volto e dell’occhio: il primo è stato introdotto per la prima volta sul mercato consumer da Google, con la versione 4 di Android (Ice Cream Sandwich), e si è poi evoluto nel riconoscimento oculare. A differenza di altri sistemi biometrici non ha bisogno di hardware dedicato, perché utilizza la fotocamera per i selfie.

La vera sfida è sul software: questi tipi di autenticazione hanno algoritmi molto complessi che impegnano molto la CPU e il processore grafico dei dispositivi. Dal punto di vista dell’utente questo si traduce in tempi di attesa più lunghi per poter sbloccare il proprio device o per accedere a un servizio online.


... iride per iride. Altro discorso per la scansione dell’iride: già collaudata negli aeroporti, è veloce e più sicura dell’impronta digitale perché utilizza un maggior numero di punti di riconoscimento. Unico neo, ha bisogno di una fotocamera all’infrarosso, hardware che i normali dispositivi non hanno.

Paga sicuro. Ciò che potrebbe imprimere l’accelerazione decisiva alle tecnologie del riconoscimento biometrico è il mercato dei pagamenti digitali, dove giganti del calibro di Mastercard e VISA stanno spingendo per aumentare i livelli di sicurezza dei servizi e diminuire le frodi.


Proprio Mastercard, il cui obiettivo nel giro di qualche anno è quello mandare definitivamente in pensione le password, ha condotto numerosi esperimenti testando forme di riconoscimento basate sul battito cardiaco e sull'impronta vocale.


Basta un selfie. Sempre Mastercard ha recentemente lanciato la selfie authentication, in cui è possibile autorizzare un pagamento facendosi un selfie mentre si fa l’occhiolino.

Quest’ultimo accorgimento evita che qualcuno si possa spacciare per noi mettendo una nostra foto davanti alla fotocamera. Secondo i dati diffusi dall’azienda, il 90% degli utenti ha trovato il sistema molto più comodo e veloce di quelli tradizionali.


Cosa dobbiamo allora aspettarci nei prossimi anni? Secondo gli esperti, le password sono destinate ad andare in pensione, sostituite prima dalle impronte digitali e poi dal riconoscimento del volto o dell’occhio come ulteriore fattore di autenticazione.

15 ottobre 2016 Rebecca Mantovani
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