Saverin, Facebook e il problema delle tasse

Co-fondatore social accusato di evasione.

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Eduardo Saverin, il co-fondatore di Facebook ha deciso di andarsene a Singapore e chiedere la cittadinanza. A quanto pare, però, se guadagni troppo e vuoi lasciare gli Stati Uniti, devi prima sorbirti qualche lamentela. Nel caso specifico, due senatori, che ti accusano di voler scappare per non pagare le tasse.

"È un peccato che la mia decisione sia diventata un dibattito pubblico"
Problemi di bollette? - Ma davvero Saverin vuole andarsene perché le tasse sono troppo alte come sostengono i senatori Chuck Shumer e Bob Casey? Lui smentisce con sdegno. Anzi, ribatte sottolineando e rassicurando che pagherà le tasse al Governo americano fino all’ultimo centesimo le tasse, come del resto ha sempre fatto. Pagherà anche la “exit-tax”, che sembra quasi creata apposta per lui, dato che calza a pennello per l’occasione. Sarà che l’hanno proposta proprio i due senatori che lo stanno accusando. Si tratta, infatti, di un sovrapprezzo del 30% per chiunque guadagni al netto oltre i due milioni o abbia indennizzi di almeno 148.000 dollari. In Italia se decidi di andartene, con il bottino al seguito, nessuno ti chiederà di dimostrare che te ne vai per via delle tasse e non rischi una “exit-tax” come se stessi giocando a Monopoli.

Pareri contrastanti - Un portavoce di Saverin in un’intervista rilasciata a Fox Business Network sottolinea, per l’ennesima volta, che la scelta non ha nulla a che vedere con le tasse. Il co-fondatore di Facebook tra l’altro, non è nemmeno nato negli Stati Uniti - è infatti brasiliano - e ora vuole semplicemente vivere per un periodo a Singapore. Coincidenza vuole in quel paese non ci siano leggi che intaccano i grossi guadagni come in America. Schumer e Casey, però, non si arrendono e rincarano la dose accusandolo di dare un pessimo esempio. 

Tutti in fuga - Saverin comunque non è l’unico a non voler più la cittadinanza negli Stati Uniti. Secondo uno studio del Taxpayer Advocate Service del 2011, più di 4.000 persone - fra il 2005 e il 2010 - hanno deciso di andarsene e il numero cresce di anno in anno. I dati, però, non rivelano quanti invece fanno la scelta opposta. Cambiare paese non è poi un desiderio così strano. Tu non hai mai pensato di andartene a stare chissà dove, magari proprio negli Stati Uniti, magari a vivere il classico “sogno americano”? (sp)

18 Maggio 2012