Vero o falso? Come scoprire se un video è una bufala

False foto e video taroccati: "virale" non vuole dire "vero". I nostri suggerimenti per scoprire le bufale online.

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Vista su Internet: incubatrice per alieni.|Steve Jurveston /Flickr

La parola d'ordine è non farsi fregare: il meccanismo delle condivisioni sui social network permette infatti, con pochi sforzi, di rendere virale sulla rete qualsiasi contenuto sensazionale o presunto tale. Basta condividerlo con i propri amici, che faranno lo stesso con i loro amici. Poi sarà il turno degli amici degli amici in un crescendo esponenziale che, in poche ore, porterà articoli, foto e video su computer e smartphone di milioni di persone.

E se fosse una bufala?

Foto vecchie per balle nuove. Uno dei più recenti casi di spiacevole attualità è di Conservativepost.com, sito americano di informazione indipendente, che qualche giorno fa ha pubblicato un'immagine, accompagnata il giorno dopo da una rettifica, "venduta" al pubblico online come di un gruppo di rifugiati siriani in Germania che sotto le insegne dell’ISIS attacca un gruppo di poliziotti tedeschi.

 

La foto in poche ore è stata condivisa più di 300.000 volte e ha fatto il giro del mondo, trasformandosi in un focolaio di polemiche e discussioni.

 

Era una bufala: non un falso, ma un "falso storico". L’immagine risale infatti al 2012 e ritrae gli scontri avvenuti a Bonn tra musulmani ed esponenti della destra più radicale, con la polizia a fare da "cuscinetto". L’inganno è stato smascherato da diversi utenti che su Twitter hanno cinguettato la verità ed è stato ripresa da numerosi siti come Vice, The Independent e altri.

Perché? Per cavalcare l'onda, fare parlare di sé,
guadagnare clic. E per
" gridare è scappato il leone e vedere di nascosto l'effetto che fa"

Verificare le fonti è (o almeno dovrebbe) essere un dovere per chi si occupa di informazione, ma non per questo è obbligatorio essere lettori creduloni e contribuire alla circolazione di vere falsità. Da questo punto di vista, non farsi fregare è possibile e abbastanza facile: ecco i nostri suggerimenti.

 

 

Fototarocchi. Il modo più rapido ed efficace per scoprire la storia di un’immagine online è verificarla con Google Images. Il motore ci permette di scoprire in pochi clic se, dove e quando una certa foto è già stata pubblicata online. E se la troviamo a corredo di un articolo uscito 4 anni fa... dovremmo insospettirci.

Chi è un poco più pratico con i file fotografici può provare Jeffrey’s Exif Viewer, uno strumento online gratuito che a partire dall’indirizzo internet di un’immagine ne estrapola i metadata, cioè informazioni quali il dispositivo con il quale è stata realizzata, la data e, in alcuni casi (per esempio se la foto è stata fatta con uno smartphone), anche le coordinate GPS del luogo dello scatto.

 

Tuttavia non è detto che il file immagine si porti dietro queste informazioni, che oltretutto non sono di per sé risolutive. L'immagine potrebbe infatti essere stata manipolata. FotoForensic, altro strumento online gratuito, analizza colori, forme, ombre e gradienti e può rivelare tracce di ritocchi con software come Photoshop o simili.

 

Il video-pacco. Anche se dal punto di vista tecnico l'analisi dei video è decisamente più complessa rispetto a quella delle immagini, qualche verifica può essere comunque fatta.

Amnesty International ha realizzato YouTube DataViewer, uno strumento che a partire dall’indirizzo di un video online su YouTube estrae alcune informazioni riguardo al filmato, e in particolare tutti i fotogrammi generati per l’anteprima: accanto a ognuno, un link consente di avviare la ricerca di quella singola immagine con Google Images, e si ricade perciò nel primo suggerimento anti bufala riportato in questa pagina perché l'eventuale "proliferazione" di quella foto permette di tracciare una storia del video.

 

 

E sempre grazie a Google, utilizzando applicazioni come Maps e Earth è possibile verificare l’aspetto di quasi ogni luogo del pianeta e confrontarlo con quello immortalato nell'immagine o nel video per verificarne l'autenticità.

Incastrati dal meteo. Un altro curioso e originale strumento per scoprire manipolazioni su immagini o video viene dal meteo. Un sito come WolframAlpha, per esempio, può recuperare le informazioni sul tempo per un luogo (quasi ovunque) e una data (anche decenni addietro). Così, se nell’immagine o nel video si vede un sole splendente ma le registrazioni meteo dicono che quel giorno pioveva, con tutta probabilità si tratta di un falso.
 

05 Ottobre 2015 | Rebecca Mantovani