MafiaLeaks colpisce al cuore le organizzazioni criminali

Nasce MafiaLeaks, un sito per denunciare le attività mafiose in forma anonima in modo da proteggere chi ha deciso di inviare una segnalazione.

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MafiaLeaks riuscirà a sconfiggere l'omertà del tradizionale "non vedo, non sento, non parlo"? |

MafiaLeaks, che si ispira in gran parte al concetto alla base di Wikileaks, è un sito realizzato da un gruppo di anonimi volontari italiani nato con lo scopo di combattere mafia, camorra, 'ndrangheta… insomma tutte le organizzazioni criminali che operano nel nostro Paese. E chiama a raccolta tutti i cittadini incitandoli a collaborare con una semplice frase: «se sai qualcosa, dì qualcosa».

 

L’obiettivo di MafiaLeaks, come si legge nel manifesto pubblicato sul sito, è raccogliere qualsiasi tipo di segnalazione in forma strettamente anonima in arrivo da chiunque ne sia in possesso. Non è importante l’identità del mittente, quanto la qualità del materiale.

Il sito divide, infatti, le fonti in tre macro-gruppi: i whistleblower all’interno dei clan mafiosi, le vittime delle organizzazioni mafiose e cittadini che potrebbero sapere qualcosa, ma che spesso non hanno prove per dimostrare un illecito.

 

Le informazioni, come accennato, vengono trasmesse sul sito in maniera totalmente anonima e MafiaLeaks funge esclusivamente da tramite con le, cosiddette, “persone fidate”. Quando una persona decide di "parlare" o di inviare del materiale, va sulla piattaforma MafiaLeaks e sceglie innanzitutto a chi indirizzare le sue informazioni. Il sistema, infatti, una volta inviata la “soffiata”, genera automaticamente un’email che viene spedita a una, o più, "persone fidate” scelte da chi ha deciso di collaborare. Sì, perché l’informatore ha la facoltà di decidere a chi comunicare quello che sa:

 

  • Forze dell’ordine (se l’obiettivo è agire)
  • Giornalisti di livello nazionale e locale, ma anche reti televisive e blogger (se lo scopo è informare)
  • Associazioni antimafia per chiedere aiuto.
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    6 novembre 2013 | Silvia Ponzio