Digital Life

L’insostenibile costo delle console

Ecco perché non arrivano PS4 e Xbox 720.

di Stefano Silvestri

Per chi si interessa di videogiochi, questo è un periodo particolarmente interessante non tanto sotto il profilo ludico quanto sotto quello speculativo. Detto più semplicemente, non ci sono in circolazione giochi degni di nota (d’altronde, è estate), ma la voci che si rincorrono sulla prossima generazione di console sono molto interessanti, al punto da giustificare un articolo come questo.

"Xbox 360 e PS4 vendono ancora bene e la next-gen costa troppo"
Un modello insostenibile - Molto spesso, in questi ultimi mesi, si sono lette molte news riguardanti il nome delle prossime console (Xbox 720? Durango? PS4?), poche invece su come dovrebbero essere strutturate queste macchine. Scarsissime sono d’altronde le informazioni sfuggite a Sony e Microsoft, ma una cosa è sicura: l’attuale modello di business non pare più sostenibile.

Conti in rosso – Sia Xbox 360 che PlayStation 3 sono nate, infatti, con l’idea di durare tanto. Almeno dieci anni, stando ai rispettivi produttori. Questo perché, come ormai sappiamo bene, il modello di business prevedeva che per i primi anni le console fossero vendute in perdita, al punto che si dice che inizialmente ogni Xbox 360 comportasse 100 dollari di perdita a Microsoft. I conti sarebbero tornati in ordine solo più avanti, quando le ottimizzazioni produttive e il calo dei costi della componentistica avrebbero reso le console molto più economiche da produrre.

Il balzello - Tutto senza dimenticare le royalty, che gravano per circa 10 euro sul prezzo finale di un videogioco. Ciò vuol dire che se volete produrre un videogioco che giri su una console Microsoft, Sony o Nintendo, dovete pagare anticipatamente questa somma per ogni disco stampato, che poi lo vendiate o meno. È una delle tante ragioni per cui giocare su PC costa meno, ma anche perché ormai per produrre un videogame si deve avere una major alle spalle.

Dieci anni? Troppi - Come dicevamo, però, questo modello non è più accettabile perché nessuno può più permettersi di andare in rosso per miliardi di dollari. Sony, recentemente, per fare un esempio, ha appena lasciato a casa 10.000 dipendenti. L’alternativa sarebbe allora non vendere in perdita, ma ciò comporterebbe fare pagare all’utente finale le console, che sono dei veri e propri condensati di tecnologia, a dei prezzi esorbitanti. E oggi, come insegna il mercato, la soglia dei 299 euro pare essere difficilmente superabile.
C’è poi un altro problema: le attuali console sono vecchie a livello di architettura. Per farti un esempio, usano ancora le DirectX 9, delle librerie grafiche presentate da Microsoft nientemeno che il 19 dicembre del 2002. Su PC invece, dove l’evoluzione dell’hardware è costante, si gioca spesso con le DirectX 11: insomma, siamo a due generazioni dopo.

Le proteste dei giocatori… - Sony e Microsoft, in altre parole, hanno creato un sistema che se da un lato è adesso redditizio, dall’altro ha bloccato lo sviluppo del settore. Per capirci, è come se la FIA decidesse che i prossimi 10 campionati di Formula 1 si correranno tutti con le macchine di oggi. Alla fine a risentirne sono gli utenti, che si ritrovano per le mani videogame standardizzati perché i margini di miglioramento appaiono minimi. Questo perché tutti gli sviluppatori hanno ormai imparato a sfruttare al massimo l’hardware dell’Xbox 360 e della PlayStation 3.

…e del settore – Lo scontento regna però anche tra i publisher, che imputano a questa situazione stagnante la crisi che serpeggia nel mondo dei videogiochi. Il caso più recente è quello di Yves Guillemot, presidente di Ubisoft - la casa di Assassin’s Creed per intenderci - che ha così dichiarato: «Ciò che ci è mancato è stato una nuova console ogni cinque anni. Siamo stati penalizzati dall'assenza di nuove macchine sul mercato. Capisco che i produttori non le vogliano perché è costoso realizzarle, ma è importante per l'industria avere nuove console perché aiutano la creatività».

E dunque? - Appare chiaro allora che bisogna uscire della logiche attuali, ma la strategia per farlo dev’essere meno costosa di quanto ci si sarebbe potuto permettere prima della crisi. Ecco dunque che se Sony ha appena acquistato Gaikai per 380 milioni di dollari, Eurogamer ha scovato in un ufficio brevetti un progetto di “console infinita” di Microsoft. Lo spazio però è tiranno, e di questo parleremo più in dettaglio nella news di domani! (sp)

Guarda la storia delle console da gioco

24 luglio 2012
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