È ancora fresca la notizia della chiusura di MegaUpload e dell'arresto di Kim Dotcom. Così tanto da far tremare - non certo per il freddo! - tutti gli altri siti di file sharing, come FileSonic, FileServe e Uploaded.to. Che stanno chiudendo le porte.
“Reazione a catena: i siti di file sharing sono destinati all'estinzione?”
Capro espiatorio - Basta film, basta giochi, basta software e basta musica. Un giro di vite che sta interessando tutti i siti di file sharing, dopo il rocambolesco arresto del fondatore di MegaUpload avvenuto pochi giorni fa. Pare che la vista di Kim Dotcom in manette abbia agito da deterrente nei confronti delle violazioni di copyright - o forse è solo il timore che la stessa indagine che ha portato al suo arresto sia solo l’inizio di qualcosa di più grande. L’impossibilità di controllare l’enorme mole di dati che vengono caricati quotidianamente su questi siti dagli utenti e, di conseguenza, l’eventualità che qualcosa possa sfuggire ai controlli, seppure serrati, terrorizza le società che, negli ultimi tempi, hanno investito nel business dello scambio dati. E gli utenti, che pur di non venire colti con le mani nel sacco se ne tengono alla larga. Con danni - ipotizzabili - di milioni di dollari.
Effetto domino - Certo è che, a fregarsi le mani, in questo momento, sono le case discografiche. Le vendite su iTunes sono aumentate di un buon 20% negli ultimi giorni: un caso? Un po’ meno contenti sono gli artisti, soprattutto quelli che erano in procinto di firmare un accordo con FileSonic. Il sito avrebbe dovuto, infatti, funzionare come negozio virtuale per la musica indipendente, ma se lo store rischia di chiudere da un momento all’altro, come si fa a fidarsi? E così i contratti sono, al momento, congelati in attesa di nuovi sviluppi. I proprietari di FileSonic si rifugiano nel silenzio stampa, nonostante il loro noto impegno nella lotta contro la pirateria musicale. Non a caso i controlli sempre più serrati sul loro sito per il caricamento di materiale protetto da copyright erano già in vigore dallo scorso dicembre.
Misure troppo drastiche? - È l’opinione di Derek Labian, uno dei fondatori e CEO di MediaFire che giudica così la mossa dei rivali di FileSonic. Sulla loro homepage si legge, infatti, un messaggio di questo tenore: tutte le funzioni di condivisione sono disabilitate. Il servizio è utilizzabile solo per scaricare file che sono stati caricati dall’utente.
Labian aggiunge che sì, ciò che è successo a MegaUpload - e al suo collega Dotcom - è preoccupante, ma che lui e la sua azienda continueranno a fornire il servizio di sharing “in accordo alle leggi statunitensi”. Sperando che quelli dell’FBI leggano le sue dichiarazioni sui giornali. (sp)
Chiara Reali
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