Digital Life

La baia dei pirati un anno dopo il tribunale

I "pirati" colpiti un anno fa non sono affondati!

Un anno fa il processo che ha condannato i quattro responsabili di The Pirate Bay a 12 mesi di carcere per complicità nella violazione di diritti d'autore. I “pirati” sono stati colpiti, ma non affondati.

“Pirate Bay ora si trova in Ucraina”

Th Pirate Bay: l’identikit – Per anni è stato il sito di riferimento per la ricerca e il download dei “torrent”, quei piccoli file che consentono di distribuire e condividere ogni sorta di materiale digitale sul Web. E per materiale digitale mi riferisco a musica, video e programmi, spesso coperti da copyright. L’ambito “bottino” non veniva scaricato dalla “baia dei pirati” che offriva però, come d’altronde fanno tutti i siti di condivisione (peer-to-peer) ancora attivi, gli indirizzi esatti dove rimediarlo.

Pirati sotto processo – Un pacchia per gli utenti, molto meno per le case discografie e cinematografiche, e le software house, che decidono di fare causa. Dopo tre settimane di processo, il 17 aprile 2009 arriva il verdetto: il tribunale svedese condanna i quattro responsabili del sito (Fredrik Neij, Gottfrid Svartholm, Peter Sunde e Carl Lundström) a un anno di prigione e a una multa di 30 milioni di corone svedesi (2,7 milioni di euro). I quattro della “baia” non ci stanno e tentano di far annullare la sentenza appellandosi al fatto che uno dei giudici era coinvolto con associazioni per la difesa del copyright, ma senza successo. L’appello è previsto per la prossima estate.

Mi piego, ma non mi spezzo– The Pirate Bay, senza i tuoi timonieri alla guida, barcolla, cade, si rialza, viene più volte posto sotto sequestro. Alla fine cede e accetta l’offerta di acquisto di circa 5,3 milioni di euro da parte della Global Gaming Factory X, una software house svedese. Sembra la fine di un’odissea. Invece, no: l’accordo salta perché la Global non paga entro i termini previsti. Siamo così punto e a capo.

Colpita ma non affondata – Chi pensava che bastasse un processo per annientare la condivisione di contenuti protetti da diritti d’autore e la stessa Pirate Bay, ha fatto male i conti. Il sito dei pirati, infatti, sposta i suoi server in Ucraina e cambia strategia di condivisione. Non più i vecchi torrent, ma una versione più evoluta – il “magnet link” - che non richiede più la centralizzazione di tutte le operazioni su un unico sito. Sarà stato il battage mediatico, ma The Pirate Bay ha quasi raggiunto quota cinque milioni di utenti, quattro milioni in più di quando è iniziato il processo.

24 aprile 2010
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