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L'Italia chiede a Google di rimuovere più contenuti

Google pubblica i dati sui governi.

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Quante volte gli stati chiedono a Google dati su un particolare utente? Quante volte chiedono di rimuovere questo o quel contenuto? Domande alle quali è difficile dare risposta senza essere interni a Google.Da oggi però le cose cambiano, in quanto l'azienda di Mountain View ha rilasciato uno strumento che consente di visualizzare dati statistici di questo tipo, relativi al secondo semestre del 2009 (luglio-dicembre). L'intento è quello di fornire una maggiore trasparenza sulle richieste da parte dei governi, col fine di limitare le derive censorie di questo mezzo, comunque legittime quando ben motivate.

 

Le statistiche mostrano - per ogni Paese - numero di richieste di dati, numero di richieste di rimozione e la relativa percentuale di richieste considerate legittime da BigG ed in quanto tali soddisfatte. I Paesi che hanno inoltrato un numero molto esiguo di richieste sono stati esclusi dalla pubblicazione, perché potrebbe avere effetti negativi su alcune inchieste chiave ancora in corso. Anche i dati relativi alla Cina - di certo non esigui - non sono stati pubblicati, perché le richieste di censura sono considerati segreti di stato per il governo cinese. Inoltre le statistiche non includono le richieste di rimozione di contenuti coperti da copyright - che sono comunque limitate - in quanto tali richieste difficilmente arrivano da agenzie statali.

 

I Paesi che hanno inviato più richieste di informazioni sono Brasile, Stati Uniti, Inghilterra e India. Per Brasile e India, il gran numero si spiega con il grande successo che ha avuto Orkut, social network di casa Google. L'Italia si piazza al sesto posto, tra Francia e Germania, tutto sommato nella media considerando le statistiche delle maggiori altre nazioni europee. Per quanto riguarda la classifica di richieste di rimozione spicca il secondo posto della Germania, dove però l'11% di pratiche riguardano contenuto nazista o antisemita.

 

In futuro Google spera di pubblicare i dati in maniera più dettagliata, offrendo agli occhi degli internauti interessanti spunti di riflessione sul tema.

 

Image Credits: www.inviatospeciale.com

 

23 aprile 2010