Digital Life

L'App Store per i Mac: un po' come gli iPhone

Incuriosisce ma non è rivoluzionario.

Se ne parlava da qualche tempo ed alla fine la Apple l’ha consegnato esattamente uguale a quanto ci si immaginava: un App Store come quello che si trova sull’iPhone, ma dedicato ai computer con la meletta. Dopo qualche prova, sono rimasto piuttosto affascinato dal concetto, un po’ un ibrido fra i depository delle distribuzioni di Linux e lo shop del famoso smartphone. Alla fine, infatti, ci si può installare quello che si vuole indipendentemente dall’App Store (vorrei ben vedere!), ma si tratta di una comoda vetrina che aiuterà gli sviluppatori a mettere in mostra i propri prodotti e gli utenti che non amano perdere tempo a girare per i siti che presentano applicazioni.

OS X presenta ad i suoi utenti l’App Store nell’ultimo aggiornamento. La feature comparirà sul Dock, come una normale applicazione, e carica un’interfaccia identica allo store di iTunes (che ne è completamente distaccato, però). Alle applicazioni vengono assegnati voti e recensioni ed una volta acquistate sono direttamente poste sul vostro dock. Le applicazioni comprate sono vostre per sempre: potrete scaricarle di nuovo quante volte volete (sullo stesso Mac) e potete aggiornarle tutte assieme risolvendo il problema degli update. Avrete comunque bisogno di un Apple ID per fare acquisti.

Una nota negativa è che per qualche misteriosa ragione all’interfaccia manca un tasto Home, rendendo la navigazione un po’ macchinosa. Inoltre, come il suo "parallelo" iTunes Store, l'interfaccia esiste sono nella relativa applicazione e non c'è modo di vedere i contenuti dell'App Store da un browser oppure dall'iPhone.

Insomma, dubito che si tratterà di un successo planetario, d’ora in poi indispensabile. Sicuramente è uno strumento comodo e interessante da usare.

7 gennaio 2011
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