In Corea del Sud videogiochi come alcool e droga

Mentre in Italia si discute sul valore legale del web-insulto, il Governo della Corea del Sud sta valutando l'opportunità di classificare Internet e videogiochi al pari delle droghe.

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Un videogame festival a Seul: la Corea del Sud vorrebbe regolamentare l'utilizzo dei videogiochi per contenere il fenomeno del gioco compulsivo. (© STRINGER/epa/Corbis)

Videogame al pari di alcool e droghe, soggetti a regolamentazione e controlli da parte del governo. Succede in Corea del Sud, dove qualche giorno fa Shin Euijiin, un membro del partito conservatore, ha depositato in Parlamento una proposta di legge che, se approvata, consentirà alle autorità di controllare la produzione, distribuzione e vendita non solo di sigarette e bevande alcooliche, ma anche di videogames e di tutto ciò che è legato al mondo delle scommesse.

Più felicità per tutti
L'obiettivo alla base del provvedimento, che ha raccolto numerosi consensi nell'ala più conservatrice del Parlamento di Seul, è quello di promuovere i valori di una società felice e sana. “L'idea che il Governo equipari i videogiochi all'alcool e al tabacco è preoccupante. Questa amministrazione continua a parlare di economia creativa e poi tenta di bloccare una delle industrie più fiorenti del paese” spiega a Inews24 un rappresentante del mondo dei videogiochi coreano.
La dipendenza da Internet e videogiochi è un problema sempre più grave nella Corea del Sud. Il Governo investe circa 10 milioni di Euro l'anno per realizzare centri specializzati nel trattamento di questi disturbi compulsivi. Per questo motivo le autorità di Seul stanno pensando seriamente all'introduzione di misure restrittive, come il coprifuoco digitale per i minori di 16 anni.

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