Digital Life

Il governo cinese sabota Gmail

Il governo cinese blocca l’accesso a gmail.

Google accusa il governo cinese di avre bloccato nelle scorse settimane il suo servizio di posta elettronica Gmail, rendendolo non accessibile agli utenti del paese orientale.

“L’accusa di Google contro la Cina: blocca l’acceso al suo sito e al servizio di posta elettronica”

J’accuse di Google - L’accusa di Google è che il famoso servizio di posta del gruppo di Mountain View, Gmail, fosse difficilemente, se non impossibile, da raggiungere per diverse migliaia di cinesi. Secondo quanto dichiara Google il blocco non è stato causato da problemi tecnici, come ha riportato in una nota la scorsa domenica: “Non dipende da noi; abbiamo intensamente controllato”, “Questo è un blocco da parte del governo, attentamente disegnato per far sembrare che il problema sia Gmail”.

Controllo e censura - Secondo gli analisti che controllano gli sviluppi del Web, il governo cinese avrebbe stretto il controllo interrompendo intenzionalmente l’accesso a Google e ad altri servizi Web, come Twitter, Youtube e Facebook, per stringere il controllo della censura su Internet. Pechino infatti ha uno dei maggiori controlli sulla Rete, dopo le recenti rivolte e proteste nel mondo maghrebino, il governo cinese ha cominciato ad intensificare i controlli sul Web, censurando i contenuti per arginare l’ipotesi di simili proteste in Cina.

Lotta continua - I maggiori controlli arrivano circa un anno dopo che Google ha rimosso il suo motore di ricerca dalla Cina e l’ha riposizionato ad Hong Kong, dove Pechino ha un minore controllo. Google ha affermato a suo tempo che la scelta è stata effettuata dopo diversi attacchi informatici subiti dal sito da parte di Hacker Cinesi, probabilmente prezzolati dal governo totalitario. A quanto pare gli agenti hacker hanno rubato parte del codice di Google e hanno utilizzato le informazioni per ottenere accesso agli account privati di Gmail di diversi dissidenti e promotori dei diritti umani. A marzo il governo cinese aveva criticato la decisione di Google con una nota all’agenzia Xinhua News Agency. Ora i servizi di Google sono accessibili in Cina, sia il motore di ricerca che Gmail, ma a quanto pare il governo ha la capacità di bloccarne l’accesso a suo piacimento. E la questione riguarda altri servizi popolari sul Web, come i social media, YouTube, Twitter e anche Facebook.

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21 marzo 2011
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