Digital Life

Google ‘spiava’ gli utenti Apple tramite Safari?

L'accusa arriva dal Wall Street Journal.

Google è nella bufera dopo la pubblicazione di un articolo del Wall Street Journal che lo accusa di “spionaggio” ai danni degli utenti Apple che usano Safari. Praticamente tutti… Mountain View avrebbe manomesso il browser per raccogliere illegalmente informazioni sui possessori di Mac, iPhone e iPad.

“Tu non vuoi ricevere cookie ma Google te li manda lo stesso!”

Tracking illegale? - Non passa settimana che Google non sia nell’occhio del ciclone per qualche questione che riguarda la privacy. L’accusa adesso arriva dal Wall Street Journal che sostiene che il colosso del web avrebbe messo in piedi uno stratagemma per aggirare il sistema di protezione di Safari - browser Apple in dotazione su Mac, iPhone e iPad - per monitorare le attività online degli utenti. Il cosiddetto tracking. Ma cos’è successo esattamente?

Biscotti indigesti - Facciamo un piccolo passo indietro. Tutti i browser dispongono di una funzione per la salvaguardia della privacy. Tutti i browser, insomma, consentono all’utente di bloccare la ricezione di cookie che raccolgono informazioni sulle tue scorribande online - dove sei andato e cosa hai fatto - per poi mostrarti banner pubblicitari cuciti su misura per te. I famigerati “biscottini”, messi al bando anche dall’Unione Europea, nascono con l’obiettivo di migliorare l’esperienza di navigazione, ma mettono seriamente a rischio la riservatezza dei tuoi dati. Bene, tutti i browser quindi bloccano i cookie, su richiesta esplicita degli utenti, ma Safari lo fa come impostazione predefinita. Google è accusata di aver manomesso il blocco del browser di Apple per “spiare” i suoi tanti utilizzatori.

Banner imposti - La pulce nell’orecchio del Wall Street Journal arriva da una ricerca svolta da Jonathan Mayer, ricercatore dell’Università di Stanford, e confermata da Ashkan Soltani, un esperto di sicurezza indipendente consultato dal quotidiano finanziario. Google, secondo il Wall Street Journal, utilizzava codici di programmazione speciali, nascosti nelle istruzioni di Safari, per tracciare e memorizzare il comportamento online degli utenti tramite l’invio dei cookie. Usiamo un tempo al passato solo perché il WSJ sostiene che Google abbia interrotto questa pratica solo dopo la pubblicazione dell’articolo in questione.

Diritti negati - Mountain View si affretta a negare categoricamente l’accusa di spionaggio. E lo fa tramite Rachel Whetstone, Senior Vice President Communications e Public Policy di Google che però, in pratica, conferma la “manomissione” di Safari ma tiene a precisare che i cookie non raccolgono informazioni personali ma “solo” l’indicazione dei siti visitati. La prima impressione a caldo su tutta la faccenda è la seguente: se esiste un’impostazione in un browser, e dubito che tutti gli utenti Apple ne fossero a conoscenza, come si permette Google di aggirarla? La nostra volontà, in poche parole, non vale niente!

Silvia Ponzio

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Trucchi - Navigare sicuri senza lasciare tracce

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18 febbraio 2012
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