Digital Life

Google Latitude si evolve con altri due metodi di checkin automatico

Arriva il checkin automatico.

Latitude di Google è un servizio di checkin di successo, sebbene non avesse le premesse per sfondare: tende ad inseguirti ovunque tu sia, comunicando a chi è sulla lista ogni spostamento. Chiaramente non si tratta del tipo di informazione che volete rendere pubblica! Eppure sono 10 milioni al mese quelli che si avvalgono di questo grande occhio nel cielo, cosa che fa superare agevolmente Gowalla, Foursquare e Facebook Places. Secondo Google, il servizio è “qualcosa che gli utenti non sapevano di volere”, una cosa diversa rispetto a quello che gli utenti richiedono espressamente: in questo caso è utile a tenere unite le famiglie. Se avete Android sarete felici di sapere che il servizio si sta espandendo ulteriormente con alcune feature particolarmente affascinanti.

La prima è la possibilità, finalmente concessa, di fare il checkin alle locazioni di Google Places, aggiungendo quindi un livello di precisione che prima mancava. La seconda è molto più innovativa: con il nostro consenso, sarà il sistema stesso a inviarci una notifica (il cosiddetto “push”) quando ci fermiamo in un Google Place che conosce, allo scopo di chiederci se la vogliamo vedere pubblicata la nostra posizione. La terza feature funziona attraverso il geofencing, ovverosia la possibilità di stabilire che un determinato luogo all’interno di precisi confini è per noi un posto speciale, in cui avverrà un automatico checkin al nostro ingresso.

Chiaramente Latitude va usato solo con una cerchia ristretta di amici e familiari. Non è pensabile dare la nostra posizione a mezzo mondo ed aspettarci che nulla di strano possa capitare, però se utilizzato nel modo giusto si tratta di uno strumento utile e potente. Come detto, le nuove feature sono al momento solo per Android, anche se sono certo che Google sta lavorando alacremente per attivarle anche con l’iPhone.

2 febbraio 2011
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