Global Digital Report 2019: quanto tempo passiamo online e che cosa facciamo

In quale Paese del mondo si passa più tempo su Internet? Davvero è tutta colpa dei social network se stiamo sempre online? Quali sono i siti più visitati?  L'edizione 2019 del Global Digital Report dà un quadro dettagliato del comportamento degli internauti di tutto il mondo.

28188286432_5a4d200552_k
Soprattutto social ma non solo: il Global Digital Report 2019 descrive il comportamento online degli internauti.|Blogtrepreneur

Al primo posto le Filippine, al secondo il Brasile e terza la Thailandia. Solo 22° posto per l’Italia che si piazza tra Hong Kong e la Polonia. È la sintesi del Global Digital Report 2019, il rapporto sul tempo trascorso su Internet nei vari Paesi del mondo recentemente pubblicato da Hootsuite (una piattatorma web che consente di gestire diversi social da un'unica pagina) e dall’agenzia di marketing We Are Social.

Mezza giornata online. Secondo la ricerca i filippini, con una media di 10 ore 2 minuti al giorno spesi online, sono i più assidui frequentatori della rete, seguiti a ruota dai brasiliani con 9 ore e 29 minuti e dai thailandesi con 9 ore e 11 minuti. Solo 6 ore e 4 minuti per gli italiani, che restano sotto la media mondiale di 6 ore e 42 minuti. Chiude la classifica il Giappone, con una media giornaliera 3 ore e 45 minuti.

Ma come spendiamo tutto il tempo che passiamo online? Non sorprende più di tanto scoprire che la parte del leone la facciano i social network: più del 45% degli utenti internet ha almeno un account social (+ 9% rispetto all’anno precedente) e dedica una media di 2 ore e 16 minuti a scorrere feed, condividere contenuti, piazzare like qua e là. Sotto la media, con 1 ora e 51 minuti, gli italiani.

Internet non ancora per tutti. Il report evidenzia come la diffusione di Internet sia ancora ben lontana dall’essere completata: nell’ultimo anno la popolazione connessa è cresciuta del 21% rispetto all’anno precedente e 360 milioni di persone hanno potuto collegarsi alla rete per la prima volta.
Tra i Paesi meno connessi in assoluto spicca la Corea del Nord, dove l’accesso a Internet è estremamente limitato, controllato dalle autorità e soggetto alla concessione di una speciale licenza: in questo Paese su quasi 25 milioni di abitanti quelli che possono connettersi alla Rete sono meno di 20.000.

Dimmi dove navighi... Interessante e per certi versi curiosa la classifica dei siti più visitati: a livello mondiale Google e Youtube occupano le prime due posizioni mentre al terzo posto troviamo Facebook. A dispetto delle leggende metropolitane il primo sito per adulti, Pornhub, occupa solo l’8° posto dell’elenco.


E, sarà per la paura di essere “spiati” o di lasciare inopportune tracce, nella top 20 delle parole chiave più digitate in Google nel corso degli ultimi 12 mesi, nessuna può essere ricondotta a contenuti a luci rosse.

Ai primi due posti tra le parole più cercate sul motore di Mountain View c’è “Facebook”, al secondo “Youtube” e al terzo “Google”. Avete letto bene: buona parte degli utenti cerca la parola “Google” su Google.

Pallone d'oro social. L’analisi di HootSuite fa poi una carrellata sull’uso dei vari social network, incoronando re e regine in base al numero di follower. La palma d’oro va al calciatore Cristiano Ronaldo (@Cristiano), che su Instagram può contare ben 151.900.000 follower, seguito dalle cantanti Selena Gomez (@SelenaGomez), con oltre 144 milioni di follower, e ArianaGrande (@ArianaGrande), terza per poco più di un milione di seguaci.

Ma tutto questo tempo speso sulla Rete deve preoccupare? Può avere effetti negativi sul lavoro e sulla produttività? Secondo gli esperti, no: Sonia Livingstone, docente di comunicazione alla London School of Economics, sostiene che l’incremento di ore spese davanti allo schermo negli ultimi anni sia una conseguenza della progressiva digitalizzazione del lavoro. In altre parole, molto di ciò che una volta si faceva alla scrivania con carta e penna o con la macchina da scrivere, oggi si fa stando online. Questo, per quanto riguarda i "lavori tradizionali". In più, occorre considerare che le nuove professioni, come il blogger, l'esperto di social media, il programmatore o il gestore di negozi online, si svolgono quasi esclusivamente su Internet.

 

13 Febbraio 2019 | Rebecca Mantovani