Digital Life

Gli occhiali per proteggere la privacy

Non sono eleganti e neppure pratici, ma ingannano i software di riconoscimento facciale e proteggono la nostra "privacy visuale".

Un paio di occhiali che impediscono alle fotocamere, a Facebook e in genere a tutti i software di riconoscimento facciale di riconoscere il nostro volto. Li ha ideati, provocatoriamente, Avg, una compagnia di antivirus, per far riflettere sul concetto di privacy online.

Il gadget, rivestito con materiale retro-riflettente, è dotato da un sistema Led che, pur rimanendo invisibile agli occhi di chi lo indossa, interferisce con i software di riconoscimento facciale. I led emettono una specie di luce bianca che “rompe” i tratti del nostro viso e inganna il riconoscimento facciale.

UN TEMA SCOTTANTE. Gli “occhiali dell'invisibilità” - come sono stati pomposamente ribattezzati - sono ancora in fase di progetto e non sembrano destinati alla vendita sul mercato. L'idea dall'azienda americana, infatti, sembra essere quella di ravvivare il dibattito sulla pervasività della tecnologia, piuttosto che quella di “proteggere la nostra identità visuale nell'era digitale” come dichiarato. Di fatto i passi avanti realizzati da Facebook Deep Face, o dai Google Glass e prodotti simili, rendono necessaria una riflessione sui rischi di vedere proliferare pubblicamente la nostra immagine, senza possibilità di controllo.

Come ingannare il riconoscimento facciale di Facebook. © AGV

QUESTIONE DI STILE. Se mai arriveranno sul mercato (e ne dubitiamo), forse non saranno una soluzione realmente efficace - non ci sembra una pratica comodissima quella di portarsi dietro questi occhiali e inforcarli ogni volta che qualcuno ci fotografa. È comunque un passo avanti rispetto al primo tentativo del genere, sviluppato un paio di anni fa dal National Institute of Informatics giapponese attraverso una tecnologia simile (che vediamo nel video qui sotto): una sorta di maschera subacquea ancora più ingombrante e luminosa.

5 marzo 2015 Martino De Mori
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