Le foto storiche ritoccate (e smascherate)

L'arte del fotoritocco ha origini antiche, e alcune manipolazioni sono passate alla Storia: ecco una carrellata di omissioni, aggiunte e modifiche nate per fare propaganda, cancellare vecchi amici e  mettere in difficoltà i nemici. Leggi anche: 40 (e più) foto storiche rare e importanti - 10 foto storiche... un attimo prima

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Nemici cancellati, dittatori snelliti, folle che si moltiplicano, leader incensati: l'arte del fotoritocco è da sempre una delle principali alleate della propaganda politica.

In questa fotogallery vi presentiamo alcuni famosi scatti ritoccati nelle versioni diffuse e in quelle originali e "censurate". Quella qui sopra restituisce un ritratto più "salutista", e senza sigaro, di Winston Churchill.

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Per apparire più potente agli occhi dei suoi elettori, il Primo Ministro Canadese William Lyon Mackenzie King fece cancellare Re Georgio VI dalla sua foto con Elisabetta, la Regina Madre d'Inghilterra.

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La copertina dell'album "Abbey Road", dei Beatles. Che cosa è stato rimosso, rispetto allo scatto originale? No, le scarpe di Paul McCartney non c'entrano...

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Nella foto originale, Paul McCartney teneva in mano una sigaretta. Che è però poi scomparsa dalla copertina dell'album.



Per alterare una foto è in genere necessario decomprimerla, caricarla su un programma di photo editing, modificarla, salvarla e comprimerla di nuovo. In questa serie di passaggi, alcune informazioni vengono perse per permettere di creare file più leggeri.

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È una delle immagini simbolo della seconda guerra mondiale: i soldati dell'armata rossa che sventolano una bandiera sovietica a Berlino come simbolo della vittoria sui nazisti. Questa è la foto che venne pubblicata sui giornali sovietici con fini propagandistici. In realtà, l'originale era un po' diversa, come si vede nella foto seguente.

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Innanzitutto va detto che i soldati furono messi in posa con la bandiera. In seguito il fotografo ha aggiunto il fumo delle esplosioni e ha rimosso un orologio dal polso di uno dei soldati.

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Dopo l'ondata di attentati terroristici che ha investito Parigi, i leader di 40 paesi del mondo si sono riuniti nella capitale francese per una marcia di solidarietà, l'11 gennaio 2015. Il quotidiano israeliano ultraortodosso "The Announcer" è stato accusato di aver cancellato con Photoshop da una delle foto ufficiali le rappresentati politiche femminili presenti alla manifestazione. In questa foto si vedono infatti solo i leader maschi...

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Mentre nello stesso scatto ufficiale compaiono, accanto ai colleghi, anche Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri, e la Cancelliera Tedesca Angela Merkel, oltre al sindaco di Parigi Anne Hidalgo.

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La foto a sinistra, in cui una presunta Sarah Palin imbraccia un fucile mentre indossa un bikini patriottico, fu per qualche tempo ritenuta vera persino dalla CNN. Quando fu diffusa nel 2008, Palin aveva appena annunciato la sua candidatura alla vice presidenza degli Stati Uniti.

Quando un file jpeg viene compresso, è suddiviso in diversi blocchi di pixel che vengono compressi separatamente. Questi "tasselli" dovrebbero combaciare tra loro come nell'immagine originale; ma se subiscono modifiche, il puzzle finale non torna. Alcuni software, come Verifeyed, da cui è stata tratta la maggior parte delle foto che vedete, riescono a cogliere queste incongruenze.

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Questa foto fu scattata durante i primi giorni dell’invasione in Iraq nel 2003. Nell’immagine, un soldato britannico a Basra avverte dei civili di proteggersi dai bombardamenti. In realtà il fotografo aveva unito due foto vedi. A suo dire per migliorare la composizione; secondo molti esperti per dare un'informazione diversa.

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Un "eroico" ritratto a cavallo di Benito Mussolini... o forse no? Per distinguere un falso fotografico da un'immagine originale ci si basa su diversi trucchi. Oggi è più facile perché ogni componente di una fotocamera digitale - dal sistema ottico alla scheda di memoria - lascia sull'immagine un'"impronta" riconoscibile, che viene alterata quando la foto subisce modifiche.

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Missili iraniani fotografati in fase di lancio, in uno scatto che l'Agenzia francese France-Presse ha ottenuto dall'emittente locale Sepah News. La foto, diffusa nel 2008, è tra le più celebri "photoshoppate" a fine politico.

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Le cose non vanno sempre come vorremmo, come dimostra questa foto, apparentemente della stessa scena, ricevuta da France-Presse il giorno successivo alla pubblicazione della prima immagine. In questo scatto, si vede che uno dei quattro missili non è partito. Un insuccesso scomodo, da eliminare dalle foto militari ufficiali.

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Un tempo manipolare le immagini era un'arte per pochi, che richiedeva intere giornate di lavoro. Oggi è un passatempo talmente diffuso, che spesso è necessario correre ai ripari. Per distinguere gli scatti autentici dai foto-tarocchi, sono nati software in grado di capire, in pochi istanti, se una foto sia stata modificata.

Questa lo è stata, eccome: nella foto di sinistra, vediamo il Ministro della Propaganda del Terzo Reich Joseph Goebbels scomparire misteriosamente.

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Esistono algoritmi studiati apposta per identificare queste manomissioni. I software che li sfruttano sono utilizzati in genere da banche, assicurazioni, agenzie di stampa e da quanti si trovino ogni giorno a contatto con centinaia di foto potenzialmente ritoccabili. Ma si possono anche sfruttare per scovare gli inganni orchestrati in foto storiche come questa, in cui il leader del Partito Comunista cinese Bo Gu è stato fatto sparire da una foto dopo essere uscito dalle grazie di Mao Zedong (sulla destra).

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La foto ufficiale di un comizio di Lenin. Dopo il 1927 fu sostituita da una versione ritoccata in più punti e da cui fu tolto Trotzkij (nel tondo), caduto in disgrazia.

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Il ministro dell’Interno sovietico Ezov, epurato da Stalin nel 1938, e cancellato dalle foto.
Il fenomeno della damnatio memoriae, la “condanna della memoria” è molto antico: la praticavano gli antichi Egizi, era all’ordine del giorno nell’Impero romano, ha accompagnato ogni cambio di regime e ha censurato tanti ex potenti (e non) del ’900. Una volta ci si accaniva su statue e monumenti, poi è giunto il momento delle foto. Resiste anche nel mondo contemporaneo che si fonda sul potere delle immagini.

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In questa celebre foto di gruppo in cui il Generale Sherman (al centro) posa con i suoi generali, c'è una persona che non era effettivamente presente al momento dello scatto...

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Il generale General Francis P Blair (seduto a destra nella foto precedente) non era presente davanti alla macchina da presa. Fu aggiunto in un secondo momento, come testimonia questo secondo scatto, in cui il suo posto appare vuoto.

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Il fotoritocco (digitale e non) è sempre stato un'arma della propaganda. Prendete il caso dell'unità d'Italia.
Dopo la presa di Porta Pia a Roma (20 settembre 1870), si diffusero numerose foto delle mura con soldati e bersaglieri morti o nell’atto di sparare. Erano falsi, fotoritocchi realizzati ritagliando e duplicando (in modo grossolano, come in questa foto, i soldati.
Il risultato è stato di rendere epica, agli occhi degli italiani, un'azione di guerra che invece era stata molto veloce (grazie all'artiglieria) e poco pericolosa (a causa della scarsa resistenza opposta delle truppe pontificie).

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Sul fatto che i sovietici furono i primi a inviare un uomo nello spazio non ci sono dubbi. Sul numero e le generalità dei cosmonauti che fecero parte di quel primo team di eroici esploratori c'è qualche dubbio in più. In partenza erano 9 cosmonauti, ma poi uno di essi, Grigoriy Nelyubov, venne allontanato dal gruppo. E cancellato dalle foto ufficiali.

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Uno dei più noti ritratti di Abramo Lincoln è frutto di un foto-ritocco. La testa del presidente americano venne posta sul corpo di John Calhoun, un uomo politico del Sud Carolina morto nel 1860.

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Quando Willy Brandt, cancelliere della allora Germania occidentale si incontrò con il segretario del partito comunista sovietico Leonid Brezhnev, non mancò l'occasione per bere birra e fumare sigarette. Ma sui giornali dell'Unione Sovietica apparvero soltanto le foto opportunamente manipolate per togliere bottiglie e pacchetti di sigarette.

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Nel giugno del 1994 le riviste Time e Newsweek pubblicarono in copertina la stessa foto segnaletica del giocatore di football e attore statunitense O.J. Simpson. Rispetto a Newsweek, Time aveva scurito la pelle di Simpson.

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Il maggiore esperto di Photoshop al mondo sarebbe comunque, secondo molti, Kim Jong Un. Il leader nordcoreano se ne servirebbe per far aumentare la folla alle celebrazioni politiche ufficiali, ma anche per far "sparire" i personaggi sgraditi. In questa foto ad essere cancellato è stato lo zio del dittatore, Jang Song Thaek, fatto probabilmente uccidere nel 2013 e poi eliminato da tutte le foto ufficiali.

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Celebre è anche questo scatto del quotidiano ortodosso israeliano Yated Neeman in cui due politiche donne sono state rimosse e sostituite da colleghi uomini in una foto del Primo Ministro Benjamin Netanyahu (al centro) e l'ex Presidente Shimon Peres.

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L’immagine fa parte del progetto Spanish village dedicato a un villaggio rurale durante la dittatura di Francisco Franco e fu pubblicata dalla rivista Life nel 1951. Il fotografo Eugene Smith ritoccò lo sguardo della madre e della figlia che nella versione originale guardavano in macchina.

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Una foto pubblicata sul sito di Al-Arabiya, in cui sopra a un combattente libico esultante sono stati inseriti alcuni jet militari.

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Le piramidi di Giza, in Egitto, sulla copertina del National Geographic del febbraio 1982. L’immagine originale era stata scattata in orizzontale e fu ritoccata per essere usata in copertina. In questo modo le piramidi sembrano una accanto all’altra. Quando la rivista uscì in edicola il fotografo Gordon Gahan non ne sapeva nulla.

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Una temibile flotta di hovercraft affolla le spiagge nordcoreane durante un'esercitazione. Un momento, ma è sempre lo stesso mezzo, quello che appare tra le onde, sia in primo piano sia all'orizzonte. Un abile lavoro di copia incolla, poi smascherato e deriso dal web.

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Due giornali britannici pubblicano la stessa foto, ma uno dei due sceglie di eliminare quasi del tutto l’uomo di colore seduto a prua...lasciando in bella mostra solo il suo ginocchio destro. Nel mondo dei fotoreporter il ritocco delle immagini non è visto di buon occhio: un colpo di mouse di troppo a volte può stroncare una carriera (leggi la news)

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Il sofisticato drone che secondo un'agenzia di stampa governativa sarebbe stato creato in Iran è in realtà un prodotto della ricerca dell'Università di Chiba, in Giappone.

Nemici cancellati, dittatori snelliti, folle che si moltiplicano, leader incensati: l'arte del fotoritocco è da sempre una delle principali alleate della propaganda politica.

In questa fotogallery vi presentiamo alcuni famosi scatti ritoccati nelle versioni diffuse e in quelle originali e "censurate". Quella qui sopra restituisce un ritratto più "salutista", e senza sigaro, di Winston Churchill.